In Italia parlare di pensione significa spesso evocare timori piuttosto che informazioni. La scarsa alfabetizzazione finanziaria confermata da Banca d’Italia e Consob rende il terreno fertile per equivoci e luoghi comuni: c’è chi è convinto che “non andremo mai in pensione”, chi teme che i propri contributi “si perdano”, chi pensa che i fondi pensione siano rischiosi o inutili per chi è giovane.
Per fare chiarezza, nel Mese dell’Educazione Finanziaria, Ciao Elsa – startup fondata da Anna Vinci e Marco Agnoletto, esperti di previdenza complementare e divulgatori molto attivi sui social – propongono un vademecum che smonta i dieci falsi miti più diffusi e offre consigli pratici per orientarsi tra contributi, fondi pensione e pianificazione previdenziale. “La previdenza non è un tema tecnico: riguarda la vita di tutti”, ricorda Vinci, spiegando l’obiettivo dell’iniziativa.
Ecco, punto per punto, i miti da non credere più.
- “Non andremo mai in pensione”
Un classico delle conversazioni da bar. È vero che l’età pensionabile si è alzata e può continuare a farlo, perché legata all’aspettativa di vita. Ma la pensione rimane un diritto costituzionale. Inoltre, strumenti come la previdenza complementare o la RITA possono offrire margini di flessibilità sull’età di uscita.
Cosa fare: controllare l’estratto conto contributivo e simulare la pensione futura tramite INPS.
- “Se faccio un fondo pensione e poi mi licenzio, i soldi restano bloccati”
Falso. Con un cambio di lavoro si può trasferire la posizione ad altro fondo, sospendere i versamenti o — in alcune situazioni — riscattare il capitale.
Cosa fare: valutare le opzioni prima del cambio e conservare la data di prima adesione.
- “Se muoio, i miei contributi se li tiene l’INPS”
Non è così: esiste la pensione ai superstiti (reversibilità o indiretta) che tutela coniuge e familiari. E nel fondo pensione il capitale va ai beneficiari indicati.
Cosa fare: verificare le regole della propria gestione previdenziale e indicare correttamente i beneficiari nel fondo.
- “Se faccio un fondo pensione, rischio di perdere tutti i soldi”
Il patrimonio dei fondi è separato e non aggredibile dai creditori dell’ente gestore. L’unico rischio è quello di mercato, legato alla linea d’investimento, ma regolato e controllato.
Cosa fare: scegliere la linea coerente con l’età e la propensione al rischio; valutare soluzioni lifecycle.
- “Il fondo pensione conviene solo a chi è vicino alla pensione”
È vero il contrario. Il tempo è il principale alleato: più anni si ha davanti, più la capitalizzazione composta può far crescere il capitale. Anche la tassazione scende con l’anzianità (dal 15% al 9%).
Cosa fare: iniziare presto, anche con importi piccoli, e non interrompere la data di prima adesione.
- “Meglio lasciare il TFR in azienda: rende sempre di più”
In alcuni anni sì, soprattutto quando l’inflazione è alta. Ma sul lungo periodo i fondi pensione tendono a registrare performance migliori, e hanno anche vantaggi fiscali significativi.
Cosa fare: confrontare numericamente le due opzioni e verificare se il CCNL prevede contributi datoriali.
- “Se cambio lavoro, devo chiudere il fondo”
Assolutamente no. La posizione è personale e segue il lavoratore. Può essere trasferita o mantenuta senza problemi.
Cosa fare: evitare aperture multiple non necessarie; verificare eventuali fondi negoziali del nuovo settore.
- “I costi del fondo pensione mangiano tutto il capitale”
I costi esistono e sono regolamentati, ma non “bruciano” l’investimento. Contano insieme a rendimenti, fiscalità, contributi e linea scelta.
Cosa fare: confrontare l’Indicatore sintetico dei costi (ISC) tramite COVIP e non scegliere solo in base al prezzo.
- “Non posso toccare i miei soldi prima della pensione”
La normativa prevede anticipazioni per spese sanitarie, acquisto o ristrutturazione prima casa e, dopo otto anni, per altre esigenze. In alcuni casi è possibile anche il riscatto.
Cosa fare: valutare l’impatto sulla pensione finale e conservare la documentazione necessaria.
- “La pensione pubblica sarà bassissima e non possiamo farci nulla”
I tassi di sostituzione possono essere più bassi del passato, ma questo non significa essere senza strumenti. La previdenza complementare serve esattamente a colmare il divario.
Cosa fare: stimare la pensione futura tramite INPS e definire una strategia per integrare il reddito.
Uno strumento per decidere con consapevolezza
Accanto al lavoro divulgativo, Ciao Elsa mette a disposizione una piattaforma che permette di comparare tutti i fondi pensione disponibili in Italia, con schede, costi, rendimenti e linee d’investimento. Un supporto utile in un contesto in cui, spesso, le scelte previdenziali sono rimandate proprio per la difficoltà di orientarsi.
“La guida invita a un cambio di prospettiva: la pensione non è un destino fuori dal nostro controllo, ma un percorso che può essere gestito — e migliorato — con informazioni corrette e scelte consapevoli”, conclude Vinci.