Roma, 18 dicembre 2025 – Il presidente russo Vladimir Putin attacca l’Europa e la Nato, mentre Volodymyr Zelensky avverte Bruxelles che Mosca si sta preparando a un altro anno di guerra, anche nel 2026. Di certo, il Cremlino punta al controllo del Donbass con qualsiasi mezzo, anche militare. Intanto il New York Times rivela i dettagli di una bozza di accordo che garantirebbe all’Ucraina tutele di sicurezza in cambio della cessione dei territori già occupati. Il documento, però, dovrebbe essere approvato anche da Mosca e, alla luce delle parole pronunciate ieri dallo zar, la pace appare lontana.
Ucraina, Zelensky: Putin “crede solo nel potere e nel denaro”
Il presidente russo ha fatto visita al Ministero della Difesa, dove erano riuniti i vertici militari. Un’occasione ideale per motivare le Forze armate e lanciare messaggi diretti alla Nato e all’Unione europea. Putin ha esordito sostenendo che la Russia è pronta a negoziare una “soluzione pacifica” con Donald Trump, parlando di un’”agenda costruttiva”. Poi l’attacco frontale all’Europa, definita “i porcellini di Biden”. “I maialini europei si sono subito uniti all’amministrazione Biden nella speranza di trarre profitto dal crollo del nostro Paese, recuperare ciò che era stato perso in precedenti periodi storici e tentare di vendicarsi”, ha detto Putin, aggiungendo che un dialogo con l’attuale Ue è “improbabile”. In assenza di una soluzione diplomatica, ha avvertito, la Russia conquisterà militarmente le sue “terre storiche”, cioè le regioni che considera proprie, insieme alla Crimea.
Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, secondo cui Bruxelles starebbe cercando di convincere l’amministrazione Trump a seguire la linea europea per “non fermare la guerra scatenata dall’Occidente contro la Russia”. Mentre sul piano politico si parla di pace, sul terreno Mosca si prepara a un’escalation. Putin ha annunciato che entro l’anno diventerà operativo il missile ipersonico a medio raggio Oreshnik, capace di trasportare testate multiple, convenzionali o nucleari. L’arma dovrebbe essere dispiegata in Bielorussia, a ridosso del confine Nato, accusata dal Cremlino di aver per prima puntato missili contro la Russia. Il Ministero della Difesa ha inoltre annunciato il rafforzamento delle capacità strategiche con l’installazione di missili balistici intercontinentali Yars e il potenziamento del sistema dei droni. In parallelo, il Cremlino ha lanciato un avvertimento a Washington: secondo il portavoce Dmitry Peskov, eventuali nuove sanzioni statunitensi sul settore energetico russo — ipotizzate da Bloomberg — danneggerebbero il dialogo bilaterale e la ricerca di una soluzione.
I bombardamenti tra le due parti continuano, così come la pressione russa lungo il fronte orientale. Nella notte tra martedì e mercoledì, 67 droni russi — circa la metà intercettati — hanno colpito Kiev. Secondo il comandante in capo delle forze armate ucraine, Oleksandr Syrsky, Mosca avrebbe concentrato fino a 710.000 militari lungo il fronte per sostenere l’offensiva. Il ministro della Difesa russo Andrei Belousov non ha confermato la cifra, ma ha riferito che nel 2025 sono già stati arruolati a contratto altri 410.000 uomini, ammettendo che Mosca si prepara a continuare e persino ad aumentare i ritmi dell’offensiva nel prossimo anno, salvo un accordo di pace giudicato accettabile da Mosca. “Segnali che si stanno preparando per un altro anno di guerra. È importante che i partner li vedano”, ha avvertito Zelensky, accusando Mosca di voler “distruggere l’Ucraina e gli ucraini” legittimando “il furto della nostra terra”.