Professori indisponibili, costi troppo elevati, indisciplina in classe e la volontà di evitare la convivenza forzata: sono questi i principali motivi per cui quasi la metà degli studenti delle scuole medie e superiori, il 44%, rinuncerà al tradizionale viaggio di istruzione con pernottamento fuori casa. Lo rivela l’annuale Osservatorio Gite Scolastiche di Skuola.net, basato su un campione di 1.500 alunni.
Tra chi partirà, il 66% lo farà entro fine anno, mentre il 22% ha già partecipato nei mesi scorsi. Tuttavia, molti avrebbero voluto partire: al 38% costretto a rinunciare si aggiunge un sorprendente 6% che ha deciso spontaneamente di non partire. Tra questi ultimi, solo il 36% ha dovuto rinunciare per decisione della famiglia, mentre il 52% ha scelto autonomamente di astenersi, per non convivere con i compagni.
Per quanto riguarda le destinazioni, l’Italia resta la scelta predominante per il 60% degli studenti, anche se con un leggero calo rispetto all’anno scorso. Cresce invece l’interesse per l’estero, che passa dal 35% al 40%. Tra le mete italiane più amate ci sono Firenze (13%), Roma (12%) e Napoli (11%), seguite da Torino, Palermo e Bologna. All’estero, dominano le capitali di lingua tedesca: Vienna (9%) e Berlino (8%), insidiate da Atene, Praga, Barcellona e Budapest.
L’articolo Quasi la metà degli studenti rinuncia al viaggio di istruzione. Le cause: i costi e la convivenza forzata proviene da Blitz quotidiano.