Salvini contro Tajani sul petrolio russo. Scontro sullo stop alle sanzioni anti-Putin

Roma, 14 marzo 2026 – Sono entrambi vicepresidenti del consiglio dei ministri. Uno della Lega l’altro di Forza Italia. Ruoli ricoperti per l’importanza dei partiti nella coalizione di Governo accanto alla presidente Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia. Nonostante ciò su molti temi sono divisi. Non è la prima volta. Ultima divergenza in ordine cronologico fra Matteo Salvini e Antonio Tajani riguarda le sanzioni sul petrolio e il gas russo.

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Salvini: “Bene Trump sulle sanzioni alla Russia”

“C’è la principale potenza dell’Alleanza libera occidentale e la guida della Nato, ovverosia gli Stati Uniti che hanno allentato le sanzioni nei confronti del petrolio che arriva dalla Russia: hanno fatto una scelta pragmatica e io ritengo che l’Italia e l’Europa debbano prendere in considerazione la stessa scelta pragmatica”, ha detto stamattina Matteo Salvini, vicepremier, ministro ai Trasporti e leader della Lega, parlando coi cronisti a margine di un appuntamento elettorale a un gazebo a Ponte Milvio a Roma per il referendum sulla giustizia. “Non si tratta di essere pro-Putin o anti-Putin. Cioè non volere gli atleti paralimpici alle paralimpiadi non volere gli artisti russi alla biennale di Venezia non significa difendere l’Ucraina significa essere sciocchi. Quindi Trump secondo me ha fatto bene”.

“Gli Stati Uniti stanno straguadagnando, la Russia sta straguadagnando, la Cina il petrolio lo sta avendo ugualmente dall’Iran” e “chi ne sta pagando le conseguenze siamo noi, così come per le sanzioni” a Mosca per l’Ucraina. “Da quattro anni a questa parte sento dire che le sanzioni contro Putin lo avrebbero messo in ginocchio nell’arco di poche settimane…”.

Tajani: “Le sanzioni vanno mantenute”

Di parere diametralmente opposto il suo collega viceministro Antonio Tajani, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia. Mantenere le sanzioni con la Russia? “Assolutamente sì. L’Italia è stata tra i paesi promotori delle sanzioni Russia per spingere Mosca ad arrivare a un cessate il fuoco. Noi vogliamo anche che lì la guerra finisca il prima possibile, siamo favorevoli anche lì ad ogni iniziativa e abbiamo sostenuto l’azione americana, speriamo che i colloqui tra le due parti possano andare nella giusta direzione, anche se è molto difficile, però la pace è l’obiettivo finale”. “Noi non siamo in guerra neanche con la Russia, tutti gli aiuti militari che abbiamo mandato li abbiamo mandati per proteggere l’Ucraina, non possono essere utilizzati in Russia, quindi questa è una scelta politica ben precisa”, aggiunge. “Continueremo però a fare in modo che l’Ucraina possa sedersi al tavolo non in condizioni di difficoltà, però mi pare che in questo momento le condizioni di difficoltà siano quelle della Federazione Russa che non riesce a conquistare neanche una parte importante dell’Ucraina”, sottolinea. “Tanti sforzi decine e decine e decine di migliaia di morti per non ottenere un grande risultato, quindi questo dovrebbe far riflettere anche il Cremlino, perché al di là della propaganda dal punto di vista militare sta andando malissimo”, conclude il ministro degli Esteri.

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Salvini: “Io esprimo il mio parere”

“Io ho espresso una posizione che tanti altri stanno esprimendo. Ripeto, in scia non a Putin ma agli Stati Uniti d’America, alla guida della Nato. Poi siamo in un governo con altri partiti. Io ho espresso il mio parere, altri esprimeranno il loro“, Cosi’ il vicepremier e leader della Lega, Matteo rispondendo a chi gli chiedeva se si fosse confrontato con gli alleati sull’idea che anche l’Ue, e l’Italia, debbano allentare le sanzioni sul petrolio russo. “Io noto che in questo momento quelli che ci stanno rimettendo e pagando di piu’ siamo noi, tutto qua. Poi uno puo’ dire ‘chi se ne frega, andiamo avanti cosi”. Secondo me e’ sbagliato, io la mia la dico”, ha aggiunto.