San Valentino in tv, da Stranamore a Colpo di Fulmine: quando i sentimenti diventano format

La festa degli innamorati è diventata spunto commerciale: quello che succede nelle città italiane, tra ristoranti, hotel e bar, dove gli amanti festeggiano il proprio sentimento, lo ritroviamo anche sul piccolo schermo. La televisione ha sempre preso spunto dalle vicende sentimentali. È sufficiente riguardare Uomini e Donne, C’è Posta Per Te o Temptation Island. Declinazioni televisive di una medesima esigenza: ottenere ascolti e consenso con i sentimenti e le emozioni.

C’è stato un tempo, lontano ma non remoto, dove questa equazione non era scontata come oggi ma rappresentava gli inizi di una rivoluzione. Correva l’anno 1992, il 29 settembre con Stranamore comincia quella che in seguito i tecnici della televisione definirono un’epopea del piccolo schermo. L’idea venne a Fatima Ruffini, autrice e adattatrice del format che prende spunto da una rubrica che completava Portobello. Storica trasmissione di Enzo Tortora.

Stranamore, la rivoluzione televisiva dei sentimenti

La nuova versione Fininvest, con Alberto Castagna al timone, doveva avere un’altra peculiarità. Al centro di tutto c’erano le coppie in crisi, ma rispetto a Fiori d’arancio, Stranamore doveva mostrare le fasi della storia e di come si era giunti a un punto morto del rapporto. Questo excursus, che visto e narrato oggi sembra pane quotidiano, all’epoca fece scalpore. Ecco perché il camper di Stranamore divenne iconico, così come la canzone di apertura del programma.

Alessia Marcuzzi durante Colpo di Fulmine
Alessia Marcuzzi alla conduzione di Colpo di Fulmine (Screenshot Mediaset Infinity) – TvBlog

All You Need Is Love dei Beatles che, per anni, venne associata al format costruendo un binomio indissolubile. La forza della trasmissione era poi il ruolo di Castagna che, con la sua verve, invitava le coppie a meditare e riflettere meglio prima di mandare un legame al macero. La storia d’amore era fatta di alti e bassi che, televisivamente, funzionavano perché permettevano di mostrare anche il lato più inedito delle persone coinvolte. Il camper di Stranamore, oltre a girare l’Italia per cercare di risolvere conflitti, arrivò anche a favorire le dichiarazioni d’amore più spontanee.

Colpo di Fulmine, l’anima gemella on the road

Un vero e proprio inno ai sentimenti condivisi. Non solo le separazioni e i ricongiungimenti, ma anche la nascita in diretta tv di un legame che poteva durare per sempre oppure finire dopo pochi mesi. L’importante, in entrambi i casi, era l’atto. Il divampare delle suggestioni reciproche, tenute insieme dall’abilità del presentatore. Un programma che, grazie anche alla forza degli inviati, fra cui un giovanissimo Marco Liorni, durò fino al 2009.

Stranamore ha segnato uno spartiacque per quelli che attualmente vengono definiti dating show: la trasmissione ha tracciato il canone per tutti i contenitori che seguiranno, tra cui Colpo di Fulmine che prende piede nel 1995. Tre anni più tardi rispetto a Stranamore. Italianizza un contenuto americano dal titolo Street Match che punta a far incontrare anime gemelle per strada. Alla conduzione c’era una giovane Alessia Marcuzzi che ha più volte ribadito quanto quell’esperienza sia stata formativa, anche per quello che fa oggi. Pur essendo contenitori completamente diversi, vedi The Traitors o Red Carpet – Vip al tappeto.

The Couple e Temptation Island

Tornando al grande viaggio nei sentimenti, i programmi che hanno celebrato l’amore in prima serata sono stati molti altri: i più riusciti, oltre a quelli citati, sono senz’altro Una sera c’incontrammo (con Marco Columbro e Lorella Cuccarini) e Il gioco delle coppie. Anche se quest’ultimo, negli anni Novanta, è terminato e aveva i principali temi del dating show non ancora sviluppati al meglio. Così come poi ha fatto Stranamore e successivamente Colpo di Fulmine.

Attualmente la componente sentimentale è molto presente negli show televisivi: c’è addirittura la variante tentatrice, con Temptation Island, in cui i sentimenti vengono messi alla prova dalle tentazioni. Esistono, tuttavia, anche degli esperimenti poco edificanti in ambito televisivo. L’ultimo, in ordine di tempo, è The Couple con Ilary Blasi. Una versione riveduta e corretta del format americano, che prevedeva la partecipazione di coppie chiuse nella stessa casa prive di cellulari e qualunque altro dispositivo.

Love is Blind

Insieme dovevano affrontare delle prove: settimana dopo settimana gli esiti davano vita a promozioni o eliminazioni, fino al termine dello show che metteva in palio – per chi riusciva a resistere fino al termine del programma – un ricco montepremi. Nello Stivale non ha attecchito, in termini di consensi, come avrebbe dovuto. Di esperimento riuscito, invece, può parlare Netflix con la versione italiana di Love Is Blind. L’amore è cieco Italia, con Fabio Caressa e Benedetta Parodi alla conduzione.

San Valentino, l’amore e le declinazioni sentimentali – con tutto ciò che ne deriva – hanno sempre aumentato il tasso emozionale. Dentro e fuori il piccolo schermo. In televisione, al posto di Cupido, a determinare quale sia la freccia più potente da scoccare, ci pensa lo Share. Il lieto fine passa dall’Auditel.