“Dirige l’orchestra il Maestro Peppe Vessicchio”, una frase che negli anni ha accompagnato il Festival di Sanremo quasi fosse un piacevole tormentone. La presenza del celebre direttore d’orchestra è sempre stata motivo di rassicurazione per gli appassionati. Un punto fermo su cui contare. Dal 2026 non sarà più così: il Maestro è recentemente scomparso e ha lasciato un vuoto incolmabile non solo in ottica sanremese.
Il Maestro era molto apprezzato anche in ambiti istituzionali alla musica e il suo contributo è stato fondamentale anche per tanti giovani che avrebbero voluto seguire le sue orme. Un uomo di una cultura e una preparazione apparentemente senza pari che, però, ha saputo conservare l’umiltà e l’apertura al confronto sino alla fine dei suoi giorni. Quella che sta per cominciare sarà la prima edizione del Festival di Sanremo senza il Maestro Peppe Vessicchio.
Il ricordo di Peppe Vessicchio
Altre volte il direttore d’orchestra non ha partecipato alla kermesse, ma i Direttori Artistici trovavano ugualmente un modo per farlo arrivare all’Ariston. La strategia per cercare di averlo comunque presente continuerà anche adesso che non c’è più. Un primo modo per ricordarlo è Casa Vessicchio: uno spazio vivo, dove cultura e creatività dialogano naturalmente con il piacere della convivialità, del buon cibo e del buon vino.
In accordo con la famiglia Vessicchio, il progetto è stato portato a compimento nel pieno rispetto della visione del Maestro: un luogo di vita, arte, divertimento, divulgazione e scambio, pensato per accogliere incontri, eventi e momenti di crescita condivisa. Dal 23 al 28 febbraio 2026 a Sanremo.
Casa Vessicchio e il Fantasanremo
Questa, però, non è l’unica iniziativa dedicata al Maestro. A ricordarlo nel migliore dei modi ci ha pensato anche il Fantasanremo: gioco, sulle orme del Fantacalcio, che coinvolge appassionati da casa e cantanti in gara. Le regole sono chiare: ciascun partecipante ha comprato la propria schiera di cantanti con i Baudi (valuta ufficiale del gioco). Tutto quello che questi artisti, selezionati da ciascun partecipante, faranno in gara avrà dei bonus e dei malus. Numeri che daranno, al termine delle serate, un punteggio chiaro che determinerà vincitori e vinti. In palio c’è esclusivamente la gloria.
Quando e se si parla di gloria, non può mancare uno come Vessicchio. I detentori delle regole del gioco, infatti, hanno creato un bonus specifico in onore del Maestro: il direttore d’orchestra indossa un papillon = +10 pt. Due direttori dirigono contemporaneamente l’orchestra = +20 pt. Il direttore d’orchestra dà il tempo con: “pronti, partenza, via!” = +20 pt. Un conduttore, un co-conduttore o un ospite dice “Dirige l’orchestra il Maestro Peppe Vessicchio” = +10 pt. (bonus assegnato a tutti gli artisti).
L’ultimo abbraccio
Queste le prerogative ufficiali affinché un artista possa incassare, all’interno del gioco, il bonus Vessicchio. Un modo semplice, chiaro e dignitoso per ricordare chi – nel recente passato – è stato l’anima della kermesse canora. Almeno, anche solo distrattamente, qualcuno potrà continuare a chiedersi: “Vessicchio c’è quest’anno?”. La risposta sarà sempre la stessa: un grande, appassionato, nostalgico sì.