Sanremo Top, le differenze tra Carlo Conti e Pippo Baudo: com’è cambiato il programma negli anni

Sanremo Top è un’ulteriore tappa verso l’omaggio a Pippo Baudo targato Carlo Conti. L’attuale Direttore Artistico di Sanremo ha voluto dedicare questa edizione del Festival della Canzone Italiana al compianto presentatore di Militello. Il motivo è legato alla storia: Pippo Baudo, insieme a Mike Bongiorno, ha plasmato questa kermesse canora arrivando a darle la morfologia televisiva che conosciamo oggi.

Il ruolo del Direttore Artistico ha una valenza ben definita e anche un prestigio particolare grazie alle innovazioni (e anche alle responsabilità) che hanno dato i “padri fondatori” del piccolo schermo. Baudo, negli anni, ha davvero cambiato il concetto di manifestazione televisiva riuscendo a coniugare Varietà e canzoni.

Sanremo Top tra Carlo Conti e Pippo Baudo

Senza dimenticare la sobrietà. Motivo per cui, spesso, Carlo Conti viene ricollegato a Pippo Baudo. Lo stile è diverso, ma l’intento di mantenere la solennità dell’evento è chiaro anche nell’approccio che il conduttore toscano ha sempre conservato. Dentro e fuori il Teatro Ariston. Quest’anno non ha avuto vita facile: gli ascolti di Sanremo 2026 si sono dimostrati in calo. L’ultima kermesse diretta da Carlo Conti è stata la meno seguita degli ultimi 5 anni.

Carlo Conti riporta in prima serata Sanremo Top
Carlo Conti riporta in prima serata Sanremo Top (Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Un record con meno gradimento l’ha avuto soltanto il Festival in piena pandemia. Quello in cui la platea all’Ariston era assente per precauzione. La storia, insomma, stavolta non è stata clemente con Conti. Il quale, tuttavia, si dice soddisfatto del proprio lavoro e afferma convinto di aver agito con la massima professionalità. Nel nome di Baudo. Per la stessa ragione rispolvera dalle teche Rai Sanremo Top: una trasmissione nata negli anni Novanta che aveva un semplice, ma altrettanto chiaro e rilevante, obiettivo.

Com’è cambiato il programma

Stabilire come stavano andando le canzoni Sanremesi una settimana e quindici giorni dopo la conclusione del Festival. Il riscontro era semplice, ma fondamentale: a Sanremo non conta esclusivamente chi vince. La differenza la fanno le canzoni in gara nel corso dell’anno. Se i brani vendono e piacciono, vuol dire che la manifestazione canora sarà riuscita in pieno. Lo spettacolo conta, ma valgono ancora di più i gusti degli ascoltatori. Coloro che mandano avanti, attraverso acquisti e streaming, l’industria musicale.

Negli anni Novanta non c’erano le visualizzazioni e gli streaming come termometro di valutazione, perchè Internet era agli albori. Come termometro di gradimento esistevano soltanto le classifiche di vendita e di ascolto radiofonico. La classifica di marketing, quindi quella relativa alle dinamiche di acquisto e vendita dischi, era molto diversa rispetto a quella del Festival. Il maggior interesse era appunto quello di stabilire se il voto della kermesse canora rispecchiava appieno il gusto musicale degli italiani nel corso del tempo oppure no.

Il primo evento post Sanremo

Prerogativa che rimane anche oggi, ecco perché Conti ha scelto di rispolverare il programma dagli archivi della televisione pubblica dandogli una nuova veste. Le stesse necessità mostrate attraverso canoni aggiornati. Classicismo e avanguardia possono andare a braccetto e il Direttore Artistico di Sanremo, prima di passare il testimone a Stefano De Martino, cerca di dimostrarlo.

Sanremo Top negli anni Novanta era popolare e atteso perché rappresentava il primo vero programma post Sanremo con tutti i cantanti e qualche ospite del Festival. Era come se continuasse l’atmosfera speciale della città dei fiori. Oggi restituire quel tipo di vibrazioni è molto più difficile. Sanremo si è concluso da pochi giorni e sembra già un evento da archiviare per tre fattori: il primo relativo alla fruizione dei contenuti.

L’impatto dello streaming rispetto a radio e tv

Oggi è tutto più immediato e le canzoni passano in radio e in streaming a una quantità di tempo e velocità superiore rispetto al passato. Il secondo fattore è relativo alla capacità di presenza dei cantanti Sanremesi in televisione: durante il Sanremo Top Baudiano i cantanti venivano mostrati come figure quasi mitologiche, che si potevano guardare e risentire sul piccolo schermo e soprattutto a piccole dosi, oggi sono sempre celebrità ma con una sovraesposizione particolarmente intensa. Terminato Sanremo sono già ospiti altrove tra podcast, trasmissioni radiofoniche o talk show.

Il terzo fattore riguarda lo speciale di Domenica In: la trasmissione condotta da Mara Venier, nell’arco degli anni, ha praticamente preso il posto di Sanremo Top perchè la presenza di giornalisti e cantanti in gara all’Ariston già dal giorno successivo alla manifestazione annienta qualunque tipo di attesa e metabolizzazione perchè chiunque è già in grado di fare valutazioni sull’impatto di ogni brano portato in competizione a Sanremo.

I nuovi parametri di valutazione

L’utilità di Sanremo Top oggi riguarda esclusivamente il termometro delle vendite abbinato alla promozione degli artisti. Ogni cantautore, infatti, avrà la possibilità di far riascoltare il proprio brano e parlare della propria esperienza all’Ariston. Quasi come se fossimo di fronte a un’analisi posteriore che mescola retroscena, curiosità ed emotività. Senza dimenticare il calcolo delle vendite e degli acquisti (comprese le visualizzazioni e gli streaming) di ogni singolo brano.

Conti, nello specifico, aggiorna la logica del programma ai tempi moderni e include nel computo delle valutazioni i trend delle classifiche FIMI, gli streaming digitali e ultimo ma non per importanza il responso dell’algoritmo per quel che riguarda l’AirPlay radiofonico inerente a ciascun componimento. Quanto funziona in radio un determinato pezzo.

La forza del talk show

Il gradimento della comunità cambia, così come cambiano i metodi di valutazione. Ecco perché il conduttore di Sanremo, nonché Direttore Artistico, ha sentito la necessità di questa ulteriore formula televisiva. Sanremo non è ancora finito. Ci sono altri due tasselli, un sabato alla volta, a disposizione per completare quel che è stato e resta un piccolo grande mosaico televisivo.

Sul piano della rappresentazione il programma di Baudo faceva dell’ordine e della precisione scenica un ulteriore vessillo con i cantanti che si esibivano ancora ma lasciavano spazio anche a qualche fuoriprogramma concordato in grado di aumentare curiosità e interesse. Carlo Conti riprende le medesime prerogative, ma aggiunge la componente talk. Ciascun cantante è chiamato anche a tracciare un’analisi personale del percorso Sanremese. Non è dunque soltanto uno specchio sulle vendite del mercato discografico, ma anche l’occasione ulteriore per alimentare lo spettacolo. Non a caso si parla di Festivallo.

Il Festivallo e Nino Frassica

Nello specifico il Festivallo ai tempi di Baudo non esisteva: si tratta di un’invenzione televisiva che porta la firma e l’estro di Nino Frassica, una sorta di lato comico-demenziale legato al Festival. I cantanti si lasceranno trascinare in questo vortice di simpatia e nosense tra simpatiche gag e altrettanti siparietti, anche con qualche incursione speciale. Insomma la nuova formula di Sanremo Top è un omaggio a Baudo, ma profondamente rinnovato per strizzare l’occhio alle nuove tendenze. Senza snaturarsi, si tratta di un adattamento che rappresenta i tempi che corrono.

La musica e la televisione cambiano così come si modifica la tendenza collettiva. Ogni cosa, però, rimane profondamente eterogenea. Proprio in nome di quest’ultima prerogativa vale ancora la pena di premere il tasto Play, tanto in cuffia quanto in tv, una valida alternativa alla riproduzione casuale. Per 15 giorni l’anno, due settimane in cui Sanremo è ancora al Top. Pippo Baudo docet.