Stellantis, nel 2025 produzione in calo del 20%

Torino, 7 gennaio 2026 – Confermate, per il 2025, le stime di ulteriore peggioramento dei dati produttivi di Stellantis Italia, rispetto al già difficile 2024. Nel 2025 sono state realizzate 379.706 unità tra autovetture e veicoli commerciali, con un calo del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto emerge dal report Fim Cisl sull’anno 2025 su produzione e occupazione degli stabilimenti italiani del Gruppo Stellantis, presentato a Torino.

Nel dettaglio, le autovetture segnano un -24,5% (213.706 unità), “un dato così negativo non si vedeva da 70 anni”, commenta il segretario generale Fim-Cisl Ferdinando Uliano. I veicoli commerciali hanno segnato -13,5% (166.000 unità) anche se, per il sindacato, il risultato avrebbe potuto essere ancora peggiore. Il lancio produttivo nell’ultimo trimestre della 500 ibrida a Mirafiori e della Nuova Jeep Compass a Melfi ha infatti consentito di recuperare parte della perdita, che sarebbe stata ben più consistente alla luce del crollo di circa un terzo delle produzioni auto registrato nei primi nove mesi dell’anno.

Anche i veicoli commerciali hanno fornito un contributo positivo, recuperando circa 10 punti percentuali nell’ultimo trimestre del 2025. Sul fronte degli stabilimenti, solo Mirafiori (+16,5%) registra un dato positivo rispetto al 2024. Tutti gli altri siti mostrano perdite a doppia cifra, comprese tra il -13,5% di Atessa e il -47,2% di Melfi. In meno di due anni, quindi, le produzioni si sono dimezzate rispetto al 2023, quando si attestavano a 751.384 veicoli, nonostante nei tavoli ministeriali fosse stato indicato l’obiettivo di 1 milione di unità. Questa flessione particolarmente significativa ha portato quasi la metà della forza lavoro del Gruppo a essere interessata da ammortizzatori sociali. “È indispensabile – commenta il segretario generale Fim Cisl, Ferdinando Uliano –, che Stellantis rafforzi e migliori il piano di investimenti. Si è intravista una mossa da parte dell’Europa per la neutralità tecnologica, quindi la possibilità di aperture anche sulle minicar: ci sono i presupposti per anticipare il piano e questa anticipazione viene richiamata anche dai dati che abbiamo riscontrato, che sono negativi. È il modo migliore per poter dare una risposta più puntuale alle esigenze che gli stabilimenti italiani hanno”.