Stop armi a Kiev subito, due leghisti tifano Vannacci: l’emendamento che sfida Salvini e imbarazza Meloni

Bisognerebbe qualificare il tema nel contesto attinente la politica estera italiana, e va tuttavia circoscritto, abbassato cioè, alle pertinenze più domestiche degli stracci che volano nel cortile di casa. Roberto Vannacci sfida Matteo Salvini. Indirettamente ma andando a colpo sicuro.

Il cavallo di Troia scelto è un emendamento di due leghisti a lui molto vicini – Edoardo Ziello e Rossano Sasso – che chiede uno stop immediato alle armi inviate a Kiev. Un dietrofront nettissimo sul decreto Ucraina che la prossima settimana affronta l’aula a Montecitorio.

Sostegno all’Ucraina fianco debole della Lega

“Condivido l’emendamento”, è il messaggio telegrafico dell’ex parà che martedì scorso ha lasciato la Lega. Nello strappo, ha perso i galloni da vicesegretario ma non rinuncia al seggio nel Parlamento europeo. Anzi, se lo tiene stretto. “Non mi dimetto da europarlamentare: i voti sono miei!”, insiste sui social.

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Stop armi a Kiev subito, due leghisti tifano Vannacci: l’emendamento che sfida Salvini e imbarazza Meloni (foto Ansa-Blitzquotidiano)

La prima rivalsa di Vannacci è concreta e prevedibile. Punta a colpire quello che è stato a lungo il fianco debole del Carroccio ossia il sostegno all’Ucraina del presidente Zelensky. Sono noti i malumori covati da mesi nel partito, ma poi sempre soffocati al momento del voto di ogni nuova proroga degli aiuti in Parlamento.

La mossa di Vannacci non sorprende: è già nel j’accuse lanciato il giorno dopo l’addio. A Salvini e alla Lega imputa di aver tradito proprio sul sostegno a Kiev, “prono alla coalizione” e continuando a dire una cosa e votarne un’altra. La prova del nove è attesa la prossima settimana in Aula.

Pesa l’emendamento dei due leghisti ribelli. Diplomaticamente il capogruppo Riccardo Molinari li invita a restare, ma ammette: “Presentare emendamenti contro la linea della maggioranza e del partito non è corretto”. Ai due leghisti, nella firma dell’emendamento, si associa Emanuele Pozzolo, ex meloniano e tra i primi a sostenere ‘Futuro nazionale”.

Insieme presentano anche un ordine del giorno che ribadisce l’interruzione degli aiuti militari, chiedendo al governo di dirottare quei fondi per le forze dell’ordine in Italia. Un’insistenza che alcuni big della Carroccio liquidano come una provocazione che – assicurano – non matterà a rischio né il partito né la coalizione.

C’è anche l’ex meloniano Pozzolo

La Lega, insomma, da quanto filtra dai vertici, confermerà la linea avuta su Kiev finora, tenendo conto dell’attuale situazione del conflitto e della fase negoziale in corso. Ovviamente l’emendamento cadrebbe nel vuoto se il governo chiedesse il voto di fiducia.

Scelta che indirettamente aiuterebbe le opposizioni, mentre la non fiducia rischia di evidenziare le divisioni nel centrosinistra, in particolare i distinguo dei 5 Stelle e di Avs da sempre contrari all’invio di aiuti militari.

 

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