Tempo pieno, Bianchi vuole estensione/ “Progetti formativi in orario extrascolastico”

Patrizio Bianchi vuole estendere il più possibile il tempo pieno attraverso progetti formativi in orario extrascolastico. È quanto emerge dall’atto di indirizzo che il ministro dell’Istruzione ha firmato e pubblicato nei giorni scorsi. Si tratta di una delle priorità, che sin dall’inizio del suo mandato ha voluto mettere in evidenza tanto da dedicargli anche una parte all’interno del Pnrr. Come evidenziato da Orizzonte Scuola, il documento programmatico stabilisce come obiettivo la garanzia di incrementare l’offerta formativa, «anche nell’ottica del rafforzamento del contrasto alla dispersione scolastica e alla povertà educativa, attraverso l’estensione del tempo pieno». Per questo motivo, «saranno attivati percorsi e progetti formativi in orario extrascolastico».

Non si tratta però di allungare semplicemente il tempo scuola, ma andrà ripensata l’intera offerta formativa di una scuola che deve essere aperta al territorio. Questo è fattibile anche introducendo attività per potenziare le competenze trasversali degli studenti, in particolare modo nel primo ciclo di istruzione.

TEMPO PIENO, LE DIFFERENZE TRA NORD E SUD

Un intervento, dunque, che per il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi è fondamentale anche in virtù dei dati emersi sulle iscrizioni nell’anno scolastico 2021-2022, in quanto è emerso chiaramente che il tempo pieno per quanto riguarda la scuola primaria è richiesto maggiormente nelle regioni del Nord Italia, invece al Sud le 40 ore settimamali non sono molto gradite. Infatti, dai dati ministeriali citati da Orizzonte Scuola si evince che Lazio (64,1%), Piemonte (62,5%), ed Emilia Romagna (60,7%) sono le regioni con più richieste di tempo pieno.

Invece, dando uno sguardo a quelle con le richieste di tempo pieno inferiori, si evince che le percentuale più basse si registrano in Sicilia (14,8%), Molise (15,3%), Puglia (21,4%). Non è però una novità questa, anzi si può parlare di una tendenza ormai consolidata, che si registra da anni e quindi l’anno scolastico in corso non fa eccezione: in queste regioni, infatti, si opta soprattutto per il modulo orario di 27 ore settimanali.

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