Ti rubano l’identità e fanno un prestito a nome tuo: è boom di frodi creditizie in Italia

Roma, 13 gennaio 2026 – Succede sempre più spesso: una persona riceve una telefonata dalla banca o una richiesta di pagamento per un finanziamento che non ha mai domandato. È uno dei modi più comuni in cui vengono scoperte le frodi creditizie, cioè truffe basate sul furto di identità. Qualcuno utilizza i dati personali di una vittima – documenti, informazioni bancarie, credenziali – per ottenere prestiti, rate o finanziamenti a suo nome. Secondo l’ultimo Osservatorio CRIF – Mister Credit sulle frodi creditizie, nel primo semestre del 2025 questi casi sono aumentati in Italia.

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Frodi in crescita: oltre 86 milioni di euro nel semestre

Nei primi sei mesi del 2025 sono stati registrati oltre 18.800 casi, in aumento del 9,2% rispetto allo stesso periodo del 2024. Anche l’importo totale frodato cresce (+9,3%) e supera gli 86 milioni di euro. L’importo medio resta invece stabile, ma il dato complessivo sale perché aumentano gli episodi. CRIF segnala inoltre un orientamento verso importi più contenuti: oltre il 60% dei casi riguarda somme inferiori ai 10.000 euro, mentre le frodi sopra questa soglia calano nel complesso.

Importi più piccoli, truffe più frequenti

La crescita è particolarmente forte nelle fasce intermedie. Aumentano i casi tra 3.001 e 5.000 euro e tra 5.001 e 10.000 euro, e crescono anche quelli tra 1.501 e 3.000 euro, che rappresentano la quota più ampia. Al contrario, diminuiscono le frodi di importo elevato: calano sia i casi sopra i 20.000 euro sia quelli tra 10.001 e 20.000 euro. Secondo l’osservatorio, puntare su cifre più contenute può rendere le operazioni più difficili da intercettare, perché hanno maggiori possibilità di passare inosservate.

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Prestiti personali nel mirino e giovani più esposti

Tra le tipologie di finanziamento colpite, i prestiti finalizzati restano al primo posto per incidenza, ma la crescita più netta riguarda i prestiti personali, che aumentano di oltre il 55% e arrivano vicino alla quota dei finalizzati. Al contrario, diminuiscono in modo marcato i casi su mutui, credito revolving e carte di credito. Compare anche il buy now, pay later (letteralmente: compra oggi, paga più tardi) che vale circa il 3% dei casi, a conferma di un fenomeno in evoluzione. Sul profilo delle vittime, l’osservatorio segnala un’inversione di tendenza: gli under 30 diventano la fascia più colpita, con oltre un caso su cinque.

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Dalla casa vacanza ‘fantasma’ al prestito a nome della vittima

Un uomo di 50 anni, ad esempio, denuncia di essere stato vittima di una truffatrice che, attraverso manipolazione psicologica, lo avrebbe indotto in uno stato di trance, ottenendo così i suoi dati e richiedendo un prestito a suo nome. In un altro caso, una coppia viene truffata mentre cerca di prenotare una casa vacanza online: dopo aver inviato una caparra e i documenti al presunto proprietario, scopre che l’alloggio non esisteva e il truffatore tenta poi di aprire un finanziamento a loro nome per l’acquisto di un’automobile.

Protezione dati e verifiche, più prevenzione per il sistema

CRIF indica alcune regole di comportamento: non condividere dati personali o codici di sicurezza senza aver verificato identità e affidabilità dell’interlocutore; diffidare di richieste insolite o urgenti tipiche dell’ingegneria sociale; verificare gli annunci online (incluse recensioni e correttezza dell’URL); usare canali ufficiali e piattaforme sicure per pagamenti e comunicazioni; segnalare subito alle autorità qualsiasi sospetto di frode o furto d’identità. Sul fronte del sistema, CRIF richiama inoltre la necessità di continuare a investire in prevenzione e controllo, facendo leva su analytics, piattaforme digitali avanzate e potenzialità dell’intelligenza artificiale per rendere più sicuri i processi di gestione del credito.