Tommaso Cerno diventa un “problema” in Rai: il TG2 si oppone alla sua striscia informativa, slitta la data di partenza

Qualche giorno fa La Stampa aveva anticipato l’intenzione della Rai di affidare a Tommaso Cerno, cronista e Direttore Responsabile de Il Giornale, una striscia informativa all’interno del TG2 o comunque prossima al telegiornale della mattina che informasse gli italiani sui fatti del giorno. Una sorta di “spiegoni” su temi principali di politica e attualità. Quella che è nata come un’indiscrezione attendibile diventa in men che non si dica un caso politico.

Cerno attualmente commenta i fatti della settimana da Mara Venier a Domenica In, fin qui tutto bene. Almeno per buona parte dell’opinione pubblica, qualcuno ha cominciato a protestare asserendo che il Direttore Responsabile de Il Giornale userebbe il mezzo televisivo per fare propaganda politica. Il cronista è etichettato come uomo di fiducia del Governo Meloni: insinuazioni che arrivano anche da alcuni esponenti politici dell’opposizione.

Tommaso Cerno su Rai2

Sembrava essere un dibattito acceso fra le parti che, successivamente, è diventato una questione di principio. Quale? Quello relativo alla par condicio. Si teme che, affidando a Cerno una striscia informativa prima o dopo il telegiornale del secondo canale, possa esserci una deriva propagandistica a ridosso del Referendum sulla Giustizia. Il pensiero arriva in maniera univoca da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle che hanno mostrato il proprio disappunto qualora l’approvazione del programma targato Cerno, che avrebbe come suo co-autore Alessandro Usai cognato del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, andasse in porto.

Secondo una determinata parte politica, oltre all’aspetto propagandistico ci sarebbe anche la questione “parentopoli”. In Rai, stando alle rimostranze di M5S e PD, si starebbero sistemando persone per tornaconti personali piuttosto che per effettivi meriti e competenze. La polemica è servita, intanto c’è una data di uscita del nuovo programma. Si tratterebbe del prossimo 2 marzo 2026 tra la fine de I Fatti Vostri e l’inizio del TG2, ma resta il condizionale.

Il TG2 fa opposizione

Il motivo principale dell’assenza di conferma sta proprio nella ritrosia del telegiornale di riferimento: il TG2, nella fattispecie, si dimostra contrario alla striscia informativa di Cerno. La redazione del telegiornale ha chiesto una riunione con i vertici aziendali per avere delucidazioni sul tema: “Nell’incontro abbiamo ribadito il no del TG2 alla collocazione della striscia di Cerno prima dell’edizione delle 13. Ci hanno informato che questa striscia durerebbe al massimo 4 minuti, partirebbe alle 12.50 e sarebbe un editoriale, con la pubblicità tra la sua sigla di chiusura e l’inizio del TG2”.

Questo è quanto si apprende dalla nota ufficiale rilasciata dal CDR del TG2. Nessuno sembrerebbe essere contento all’idea che Cerno possa avere – oltre a quello già presente nel corso di Domenica In – un altro spazio televisivo. Le polemiche non toccano il cronista che si difende sui social scrivendo: “Non è bastato Pucci, ora vogliono chiudere la bocca anche a me”, il riferimento però è alle polemiche di M5S e PD che si sarebbero scagliati – secondo il Direttore de Il Giornale – anche contro la presenza del comico a Sanremo 2026.

Slitta l’inizio del programma

Se però gli haters social si possono contenere, il risentimento del CDR del TG2 rimane. Per questo la data di partenza del nuovo programma condotto da Cerno slitta al 9 marzo 2026 e dovrebbe anche essere collocato in maniera diversa. Precisamente tra la conclusione del TG delle 13 e l’inizio del talk show pomeridiano Ore14 targato Milo Infante.

Questa sembra essere la strada maestra, ma non ci sono ancora riscontri definitivi. Stefano Coletta, Direttore del Coordinamento dei Generi in Rai, ha compreso la contrarietà del TG2 in tal senso ma ha evidenziato anche le difficoltà nel rintracciare uno spazio alternativo in palinsesto per una trasmissione così breve seppur nuova e potenzialmente accattivante. Insomma, Tommaso Cerno resta un enigma da risolvere per la Rai. Il tempo stringe e la pazienza, sia dentro che fuori Viale Mazzini, sembra stia per finire.