Articolo di PGgibertie – 12 Agosto 2024- Tempo di lettura 5 minuti
Secondo uno studio del 2020, la temperatura del Mediterraneo era da 2 a 3°C più calda di oggi durante l’optimum climatico romano, che era a sua volta più caldo che in epoca medievale.
https://www.nature.com/articles/s41598-020-67281-2
Ricostruire l’evoluzione della temperatura superficiale del mare (SST) negli ultimi millenni è una sfida a causa della difficoltà di recuperare record marini ad alta risoluzione e delle molte incertezze negli strumenti proxy disponibili. A questo proposito, il periodo romano (1-500 d.C.) è stato particolarmente rilevante nello sviluppo socio-culturale della regione mediterranea, mentre le sue caratteristiche climatiche rimangono incerte. Qui presentiamo una nuova ricostruzione della SST del Canale di Sicilia basata sui rapporti Mg/Ca misurati sul foraminifero planctonico Globigerinoides ruber. Questo nuovo record è inquadrato nel contesto di altri record SST mediterranei precedentemente pubblicati nel Mare di Alboran, nel bacino di Minorca e nel Mar Egeo e anche confrontato con una ricostruzione della temperatura dell’emisfero settentrionale. Il quadro più forte che emerge da questo confronto trans-mediterraneo è la persistente presenza regionale di una distinta fase calda durante il periodo romano.
Questo confronto tra i documenti mostra costantemente che il periodo romano è il più caldo degli ultimi 2000 anni, circa 2 °C più caldo dei valori medi degli ultimi secoli per le regioni della Sicilia e del Mediterraneo occidentale. Dopo il periodo romano, nella regione si sviluppò una tendenza generale al raffreddamento con alcune oscillazioni minori. Ipotizziamo un potenziale legame tra questo optimum climatico romano e l’espansione e il successivo declino dell’Impero Romano.
Il nuovo record di temperatura superficiale del mare (SST) Mg/Ca generato dal Canale di Sicilia permette di identificare una serie di eventi climatici che possono essere associati a diversi notevoli sviluppi socio-culturali delle antiche civiltà mediterranee nel corso degli ultimi cinque millenni. Gli eventi caldi sono associati a periodi storici come l’età di Cooper, l’età dei bonzi e i tardi bonzi, mentre gli eventi freddi sono associati ai periodi omerico e greco. Il confronto di questo nuovo record di temperatura superficiale del mare (SST) con i record di temperatura superficiale del mare (SST) del Mediterraneo precedentemente pubblicati nel Mare di Alboran, nel bacino di Minorca e nel Mar Egeo, evidenzia la persistenza complessiva di condizioni calde durante il periodo romano (dall’1 al 500 d.C.). Queste condizioni di caldo sono state particolarmente intense nel record siciliano, che riflette i mesi estivi, e corrispondono a quello che è noto come “optimum climatico romano”. Durante questo periodo, infatti, si sviluppò la più grande civiltà antica di tutti i tempi, la civiltà romana. Ipotizziamo la rilevanza che queste condizioni climatiche possono aver avuto nell’espansione dell’Impero Romano e nel suo crollo con lo sviluppo generale di condizioni più fredde. Una tendenza al raffreddamento dominata dopo il periodo romano, raggiungendo valori minimi, in tutto il Mediterraneo, alla fine del LIA, oscillazioni minori hanno punteggiato questa tendenza al freddo e sono state anche associate a cambiamenti socio-culturali nella regione del Mediterraneo centrale.
Acque superficiali mediterranee persistentemente calde durante il Periodo Romano
ABSTRACT: Ricostruire l’evoluzione della temperatura superficiale del mare (SST) degli ultimi millenni è complesso a causa della difficoltà nel recuperare registri marini ad alta risoluzione e delle incertezze legate agli strumenti proxy disponibili. In questo contesto, il Periodo Romano (1 d.C. – 500 d.C.) è stato particolarmente significativo per lo sviluppo socio-culturale della regione mediterranea, mentre le sue caratteristiche climatiche rimangono incerte. Qui presentiamo una nuova ricostruzione della SST dal Canale di Sicilia, basata sui rapporti Mg/Ca misurati sul foraminifero planctonico Globigerinoides ruber. Questo nuovo record è contestualizzato rispetto ad altre ricostruzioni SST mediterranee precedentemente pubblicate, provenienti dal Mare di Alboran, dal Bacino di Minorca e dal Mar Egeo, e confrontato con una ricostruzione della temperatura dell’emisfero nord. L’immagine più solida che emerge da questo confronto trans-mediterraneo è la presenza persistente di una distinta fase calda durante il Periodo Romano. Il confronto tra i record mostra coerentemente che il Periodo Romano è stato il più caldo degli ultimi 2000 anni, circa 2°C più caldo rispetto ai valori medi degli ultimi secoli per la Sicilia e le regioni del Mediterraneo occidentale. Dopo il Periodo Romano, si è sviluppato un generale trend di raffreddamento nella regione, con diverse oscillazioni minori. Ipotizziamo un possibile legame tra questo Optimum Climatico Romano e l’espansione e il successivo declino dell’Impero Romano.
Conclusioni: Il nuovo record di temperatura superficiale del mare (SST) basato sui rapporti Mg/Ca di Globigerinoides ruber dal Canale di Sicilia consente di identificare una serie di eventi climatici associabili a significativi sviluppi socio-culturali delle antiche civiltà mediterranee negli ultimi cinque millenni. Gli eventi caldi sono correlati a periodi storici come l’Età del Rame, l’Età del Bronzo Antica e Tarda, mentre gli eventi freddi sono associati ai periodi Omerico e Greco. Il confronto di questo nuovo record SST con quelli precedentemente pubblicati per il Mare di Alboran, il Bacino di Minorca e il Mar Egeo evidenzia la persistenza complessiva di condizioni calde durante il Periodo Romano (1 d.C. – 500 d.C.). Queste condizioni calde sono state particolarmente intense nel record della Sicilia, che riflette i mesi estivi, e corrispondono al cosiddetto “Optimum Climatico Romano”. Durante questo periodo, infatti, si sviluppò la più grande civiltà antica di tutti i tempi, quella romana. Ipotizziamo che queste condizioni climatiche abbiano avuto un ruolo rilevante nell’espansione dell’Impero Romano e nel suo successivo collasso, in concomitanza con lo sviluppo di condizioni più fredde. Un trend di raffreddamento ha dominato dopo il Periodo Romano, raggiungendo valori minimi in tutto il Mediterraneo alla fine della Piccola Età Glaciale (LIA); questo trend freddo è stato punteggiato da oscillazioni minori, anch’esse associate a cambiamenti socio-culturali nella regione del Mediterraneo centrale.
Fonte: PATRICE GIBERTIE
Fonte: UN ALTRO STUDIO DIMOSTRA CHE LE ACQUE DEL MEDITERRANEO ERANO MOLTO PIÙ CALDE IN EPOCA ROMANA DI QUANTO NON LO SIANO OGGI (Autore: Enzo Ragusa)
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