Una bottiglia di liquore riemerge dal Far West. E qualcuno ha osato assaggiarla dopo 150 anni

Il mitico ‘West americano’, quello fatto di sparatorie, corse in sella ai cavalli e risse e bevute nei saloon è riemerso dal passato. Metaforicamente s’intende, ma con un simbolo concreto, tangibile. È quanto accaduto nello Utah, dove una bottiglia di alcol risalente alla fine dell’Ottocento è riemersa dal terreno ancora integra, con tanto di tappo e contenuto. Un evento rarissimo. Quasi miracoloso. Scopriamo di più.

La bottiglia del West nell’antico centro minerario

Il ritrovamento è avvenuto ad Alta, piccolo centro minerario che però, nell’Ottocento, contava migliaia di abitanti la maggior parte dei quali, ovviamente, impiegatyi nel lavoro in miniera, almeno fino a quando questa non si è esaurita. Fatto sta che, durante uno scavo archeologico legato a lavori edilizi su terreni del Forest Service, tra migliaia di reperti di quel tempo è emersa una bottiglia ha attirato subito l’attenzione degli archeologi dell’Utah State Historic Preservation Office.

“È praticamente rotolata giù da una collina”, racconta l’archeologo Ian Wright. Quando è stata raccolta, era ancora piena. E soprattutto, aveva il tappo.
Un dettaglio cruciale: nella maggior parte dei casi, i tappi di sughero dell’epoca si decompongono o si sbriciolano. Qui no. Intatto. Dopo oltre 150 anni. Una prima assoluta per lo Utah: nessun’altra bottiglia storica di alcol, trovata in un sito archeologico dello Stato, si era mai conservata in queste condizioni.

Un messaggio in bottiglia ritrovato dopo 109 anni: sono le parole di Malcom e William, giovani soldati in partenza per la guerra

Dal terreno al palato: il parere dell’esperto

A quel punto entra in scena la curiosità. E anche un certo coraggio. Wright ha coinvolto l’High West Distillery, affidando l’assaggio al cosiddetto ‘master distiller’, Isaac Winter. Il verdetto sorprende: niente odori sgradevoli, niente sentori chimici. Il grado alcolico è basso. Il gusto? Più simile a uno Sherry che a un whisky aggressivo di quelli che spesso vengono rappresentati proprio nei film western. Per l’esperto si tratta di una bottiglia con note ossidate, uvetta, miele, un tocco di cuoio. Un alcol “stanco”, ma vivo. E soprattutto bevibile.

Una lezione di storia in bottiglia

Per gli archeologi questa non è una semplice curiosità. È una finestra sulla quotidianità del West ottocentesco. Su cosa si beveva, come si produceva, cosa significava l’alcol nella vita dei minatori e dei pionieri. Come ha scritto l’USHPO, questa bottiglia è: “Il perfetto esempio di come la conservazione colleghi le persone alle storie reali del passato”. Insomma, a volte la storia non è scritta; è tappata. E aspetta solo qualcuno disposto ad assaggiarla.