Non si sa come e perchè tutto ebbe inizio. Se c’è una replica in particolare, un programmatore lungimirante a cui venne l’idea, un fan di Eddie Murphy o di Dan Aykroyd nascosto negli scantinati Mediaset. Un post, un tweet, un trend improvviso (anche se allora per collegarsi alla rete avevi ancora il modem con il fischio e il fruscio). Ad ogni modo dal 1997, quindi da 23 anni, Una poltrona per due, la commedia di John Landis del 1982 è diventata l’imperdibile must natalizio in tv. Tutti la ri-guardano, tutti la ri-vogliono, tutti se la ri-godono ogni Natale che manda Dio. Certo i più oltranzisti, e anzianotti, ancora cercano la replica di Una vita meravigliosa di Frank Capra con Jimmy Stewart. Replica che su qualche rete locale arriverà puntualmente modello pirateria di una volta. Un’altra minoranza, quasi da gruppo misto, tra nostalgici e idealisti, infine bramerebbe per una replica di Fantasia o di un Disney qualunque. Inutile però, il popolo della tv ha sentenziato: Una poltrona per due anche quest’anno. E che dire allora di questa piccola meraviglia di uno dei più grandi registi di tutti i tempi? Nulla. Sapete già tutto. Il trucco della speculazione in Borsa sul finale ve l’hanno insegnato i colleghi più dotti (e non l’avete ancora capito, ed è giusto così). Conoscete ogni dettaglio, retroscena, making off. Semmai un particolare lo aggiungiamo così per elevare John Landis al rango che gli compete. Un regista che ha saputo divertire il pubblico mentre si divertiva lui stesso dietro la macchina da presa. Segnaliamo ancora una volta, finito di rivedere Una poltrona per due, stasera alle 21.35 su Italia1, il sempiterno assoluto intramontabile The Blues Brothers, e un horror spiritoso, tragicissimo e sanguinolento come Un lupo mannaro americano a Londra. John Landis è stato maestro di un genere comico fracassone spettacolare vagamente non sense che non esiste più. Godiamoci ancora una volta la storia di Louis e Billy Ray, come dei perfidi dannati capitalisti Randolph e Mortimer, o di quell’eclatante esibizione improvvisa di seni di Jamie Lee Curtis che scioccò e tramortì un’adorante generazione di adolescenti. Ora la domanda è: ma quanto durerà ancora il fenomeno della replica natalizia? Due anni, cinque, dieci? Agli spettatori l’ardua sentenza.
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