Roma, 2 novembre 2025 – Donald Trump nega di voler attaccare il Venezuela, ma la realtà suggerisce che c’è una preparazione in corso delle forze armate Usa per un’azione militare nel Paese sudamericano. Davanti alle coste del Venezuela sta arrivando parte della flotta americana, con in testa la USS Gerald Ford, la più grande e tecnologica portaerei USS, che sarà affiancata da tre navi da guerra, e 15 tra incrociatori e cacciatorpedinieri, pronti a lanciate i temibili missili Tomahawk, e scortata da un sottomarino a propulsione nucleare. Inoltre presto a Porto Rico ci saranno i bombardieri B‑1 e B‑52, mentre i marines si stanno addestrando agli sbarchi proprio nell’isola. Il tutto condito dall’ok dato dal tycoon qualche settimana fa alla Cia per effettuare operazioni segrete nel Paese. Quindi il sospetto che l’inquilino della Casa Bianca sia tentato di ricorrere all’azione militare è davvero reale.

Ammodernamenti per due basi strategiche
Infatti il Pentagono ha avviato i lavori per ammodernare l’ex base navale di Roosevelt Roads, una delle più grandi stazioni navali Usa al mondo, attiva durante la Guerra Fredda e chiusa 20 anni fa dalla Marina. Tra i lavori corso ci sono i miglioramenti delle capacità di decollo e atterraggio delle piste. Ampliamenti anche per le infrastrutture di aeroporti civili di Porto Rico e Saint Croix, nelle Isole Vergini americane (la base della Virgin Islands Army National Guard), entrambe a circa 800 chilometri dal Venezuela e quindi strategiche e a portata di bombardieri e missili.
Dal 17 settembre le squadre Usa sono state avvistate intente a liberare e riasfaltare i raccordi che conducono alla pista a Porto Rico, come mostrano alcune foto girate sul web. Basi militari che, come hanno confermato alcuni funzionari americani ed esperti alla Reuters, vengono ristrutturate molto probabilmente per consentire all’esercito statunitense di condurre operazioni all’interno del Venezuela.
Maduro ha paura, è pronto a trattare
Il presidente venezuelano Nicolás Maduro si sente in un vicolo cieco, sapendo che è lui nel mirino di Trump, e che neanche alcune azioni dell’esercito venezuelano contro i narcos potranno placare la furia di Trump, che sta facendo di tutto per mettere pressione al presidente chavista. Dopo le iniziali e trionfanti risposte alle minacce di Washington, ora il presidente chavista si è detto disposto a trattare con Trump, fanno sapere da Caracas. “Tutte queste mosse, credo, sono pensate per far tremare il regime di Maduro e i generali che lo circondano, nella speranza di creare delle fratture interne”, ha commentato alla Reuters Christopher Hernandez-Roy, senior fellow presso il Center for Strategic and International Studies (CSIS) di Washington.
I Marines si addestrano agli sbarchi a Porto Rico
Inoltre si parla non solo di bombardamenti dal cielo con B-2 e missili, ma anche di azioni di terra, come suggeriscono le esercitazioni dei marines a Porto Rico. Il Pentangono non ha fatto mistero del fatto che il Corpo dei Marines abbia condotto esercitazioni di sbarco e infiltrazione sull’isola. Una conferma è arrivata su X dal Comando Sud degli Usa che ha pubblicato un messaggio e un video sulla 22esima Unità di Spedizione dei Marines in “operazioni di addestramento a Porto Rico”. Nel video mezzi da sbarco, truppe, veicoli e attrezzature, con in copertura diversi elicotteri.
Colpita altra imbarcazione di narcos
Intanto continuano i radi contro le imbarcazioni di narcos nei Caraibi, l’ultimo ha provocato la morte di tre sospetti trafficanti, come ha riferito il segretario della Guerra Pete Hegseth in un post su X. Mentre mercoledì erano rimasti uccisi quattro uomini. In totale i raid contro i narcos degli Sttai uniti hano provocato oltre 62 persone, tra cui cittadini venezuelani e colombiani, e distrutto 14 imbarcazioni e un semisommergibile.