Ciao Caterina,
un anno fa, quasi per scappare dalla routine, ho mollato tutto e mi sono trasferita in Giappone. È stata una decisione impulsiva, insolita per me che sono sempre stata molto razionale, ma sentivo il bisogno di fermarmi, respirare e capire davvero cosa voglio fare della mia vita. Da sempre sono appassionata di cultura asiatica, e quando si è presentata l’occasione ho deciso di partire. Non pensavo che in questo viaggio per ritrovare me stessa potesse nascere l’amore. E invece è successo. Ho conosciuto un ragazzo giapponese e tra noi è nato qualcosa di forte, dolce e sorprendente. Ci capiamo, ridiamo insieme, condividiamo passioni, ma veniamo da mondi così diversi che spesso non so cosa pensare del nostro futuro.
Il nodo più grande è la distanza. Lui ogni due anni passa quattro mesi in Danimarca per lavoro, e sarebbe disposto a trasferirsi lì definitivamente per stare insieme. Io, invece, non so se sono pronta a rinunciare a tutta la vita che ho costruito in Italia: la mia famiglia, gli amici, le abitudini, il lavoro, il mio legame con la mia città. Mi sento divisa, combattuta tra il desiderio di seguire il cuore e la paura di perdere tutto ciò che conosco. A volte mi chiedo se valga la pena rischiare tutto per questo amore, soprattutto considerando che il mio futuro lavorativo in Italia non è affatto semplice. Eppure, l’esperienza in Giappone mi ha insegnato che la vita può offrire opportunità straordinarie quando ci si apre al cambiamento.
Questo mi rende ancora più confusa: la sicurezza di casa o la possibilità di costruire qualcosa di nuovo con lui? Mi sento divisa, combattuta tra il desiderio di seguire il cuore e la paura di perdere tutto ciò che conosco. Non so cosa fare. Ho bisogno di un consiglio, di capire se vale la pena rischiare tutto per un amore che, nonostante la distanza e le difficoltà, mi fa sentire felice come non mi aspettavo.
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Ciao,
la tua lettera trasmette chiaramente quanto questo periodo della tua vita sia intenso e pieno di domande. Prima di tutto voglio dirti che, secondo me, stai semplicemente vivendo un momento di grande cambiamento e quando si incrociano amore e futuro è normale sentirsi divisi. Il fatto che tu sia partita per il Giappone, rompendo una routine che non ti faceva più stare bene, dimostra che dentro di te esiste già una forte capacità di ascoltare ciò di cui hai davvero bisogno. Non è stata una fuga, è stato un atto di coraggio e proprio grazie a quella scelta hai incontrato qualcuno che ti rende felice.
Quando ci sono culture diverse, distanze e progetti di vita, è naturale avere paura però prova a guardare la situazione da un’altra prospettiva, non devi decidere oggi “tutta la tua vita”. Spesso pensiamo che una scelta significhi chiudere per sempre tutte le altre possibilità, ma la vita è fatta di tappe. Potrebbe essere utile chiederti non tanto cosa perderesti andando via dall’Italia, ma cosa guadagneresti provando questa esperienza. Trasferirsi in Danimarca, non deve essere per forza una rinuncia totale alle tue radici. La famiglia, gli amici e la tua città resteranno sempre parte di te e oggi il mondo permette di mantenere legami anche a distanza. È importante che tu non prenda la decisione solo per amore, ma anche per te stessa.
Chiediti se l’idea di vivere all’estero potrebbe arricchirti come persona e come professionista, indipendentemente dalla relazione. Se la risposta è sì, allora potrebbe essere un’avventura che vale la pena provare. Parlane anche con il tuo ragazzo: dei timori, delle aspettative, dei compromessi possibili. Le relazioni tra persone di culture diverse funzionano quando entrambe le parti costruiscono insieme un equilibrio, senza che uno dei due debba sacrificare tutto. Prova a vedere se esiste un modo per esplorare questa relazione senza sentirti obbligata a rinunciare definitivamente alla tua vita in Italia. A volte basta darsi del tempo. Ricorda che la felicità non nasce dalla scelta più sicura, ma da quella più autentica e da quello che scrivi, sembra che tu abbia già iniziato a seguire quella parte di te che vuole scoprire il mondo e vivere davvero. E poi vai in Danimarca, al nord della nostra Europa: sei sempre nel vecchio continente!
Un abbraccio, Caterina