Il documentario narra la quarantena da marzo a giugno 2020 dal punto di vista femminile. Un racconto poetico e di denuncia
Un inno alle donne, alla resilienza, alla Resistenza, quella con la R maiuscola. Ma anche un racconto autentico, senza retorica né sconti, del peso portato dal genere femminile in Italia durante questa infinita crisi pandemica. È tutto questo e molto altro “Tutte a casa- memorie digitali da un mondo sospeso” un documentario che narra il lockdown di marzo-giugno 2020: sarà in onda questa sera alle 21 e trenta su La7D, per festeggiare con un atto poetico e politico l’8 marzo.
La pandemia sulle spalle delle donne
Oggi lo sappiamo: a pagare il prezzo più alto di questa crisi sono state le donne. è stato già coniato il termine ad hoc: la “she-cession’, questa che viviamo è una recessione soprattutto “al femminile”. A partire dai posti di lavoro persi e dal divario salariale crescente, fino ad arrivare all’aumento dei lavori di cura non retribuiti e ad un welfare sempre più assente. La pandemia sta rimettendo l’orologio delle donne indietro di decenni, in un Paese come il nostro sempre indietro sulle politiche di genere. I dati Istat pubblicati lo scorso febbraio parlano chiaro: su 101mila nuovi disoccupati, 99mila sono donne.
L’ideazione del progetto “Tutte a casa”

Ma quando Cristina D’Eredità, ideatrice del progetto, ha pubblicato con un post su Facebook la sua intenzione di narrare con un social movie che cosa stesse accadendo nelle case delle donne in Italia durante il lockdown, tutto questo era solo immaginabile. L’intuizione della regista pugliese, dovuta anche alla sparizione delle donne nella narrazione sulla pandemia dei media mainstream, ha originato un vero e proprio innesco virtuoso di energie femminili. A questo appello di D’Eredità i primi giorni di marzo 2020 hanno risposto in decine, professioniste che lavorano nel mondo dello spettacolo e della comunicazione. Dopo una iniziale scrematura sono rimaste in 16: hanno creato un collettivo dove le parole d’ordine erano la gentilezza e la condivisione. Si sono divise in sottogruppi per lavorare agilmente senza mai essersi conosciute dal vivo, usando strumenti come Whatsapp e Zoom. E hanno lanciato una call in cui chiedevano ad altre donne di mandare dei video in cui narrassero la loro quarantena. Le donne coinvolte, sempre guidate da una regia a distanza, alla fine sono state più di 500 con oltre 8.000 video inviati.
Il crowdfunding del film “Tutte a casa”

Da questa massa multiforme, caotica e incredibile di video-diari, un vero e proprio archivio dello sguardo femminile sul lockdown, ne è uscito un film di 90 minuti grazie alla sapiente regia di 3 donne del collettivo: Nina Baratta, Eleonora Marino e naturalmente l’ideatrice Cristina D’Eredità. Ma prima di arrivare al montaggio, per produrre il film, il primo luglio del 2020, il Collettivo Tutte a casa ha anche lanciato un crowdfunding. E la raccolta fondi, a fine settembre, aveva già superato l’obiettivo dei 15.000 euro.
“Tutte a casa”, un esperimento di lavoro a distanza
Secondo un’indagine di WeWorld, effettuata alla fine del primo lockdown, 1 donna su 2 ha rinunciato ad almeno un progetto a causa del Covid e il 31% annullava o posticipava la ricerca di lavoro. In questo panorama così desolante, Il film “Tutte a casa” racconta anche di un esperimento sociale: un format di lavoro a distanza di successo. “Per me il successo più grande è stato di essere riuscita a realizzare questo film in questa modalità aperta, tutta al femminile, gentile – spiega D’Eredità – Il mio consiglio è quello di credere nelle proprie idee e di cercare anche le persone giuste con cui realizzarle. Un’idea di per sé non basta, Il cinema è relazione, è partecipazione”.

“Tutte a casa”, infine, testimonia il desiderio incessante delle donne di raccontarsi, di mettersi in gioco, di denunciare, di non stare zitte. Di questo dovremmo essere grate alle 16 professioniste del Collettivo. Ne abbiamo davvero, tutte, bisogno. Oggi più che mai.
Il film è stato prodotto e realizzato dal Collettivo Tutte a casa: Federica Alderighi, Nina Baratta, Giovanna Canè, Maria Raffaella De Donato, Cristina D’Eredità, Flavia De Strasser, Maria Antonia Fama, Rosa Ferro, Elisabetta Galgani, Elisa Flaminia Inno, Désirée Marianini, Eleonora Marino, Beatrice Miano, Viola Piccininni, Elettra Pizzi, Francesca Zanni.
