Dopo aver emanato il decreto con le nuove norme anti Covid per il Natale, il governo si è messo al lavoro su un altro tema delicato, quello della scuola. È infatti in corso una riunione che è stata convocata dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia con le Regioni. L’obiettivo è coordinarsi sulla riapertura delle scuole dal 7 gennaio 2021. In collegamento ci sono anche i ministri dell’Istruzione Lucia Azzolina, dei Trasporti Paola De Micheli, della Salute Roberto Speranza e dell’Interno Luciana Lamorgese.
A proposito della scuola, il premier Giuseppe Conte si è detto fiducioso circa la ripresa della scuola in presenza da gennaio. Sollecitato ieri in conferenza stampa sull’eventuale rischio di incentivare una risalita dei contagi con la riapertura delle scuole, Conte ha spiegato che nel corso del Cdm di ieri c’è stata una pausa durante la quale Azzolina, Boccia e De Micheli lo hanno informato del fatto che i tavoli presso i prefetti stanno funzionando bene.
CONTE SU RIAPERTURA SCUOLA “NON È FOCOLAIO”
«Questo ci dà maggiore fiducia per la ripresa in presenza a gennaio», ha dichiarato il presidente del Consiglio nella conferenza stampa di ieri. L’obiettivo del governo, ha chiarito il premier, è quello di creare una «sinergia tra il sistema dei trasporti con la differenziazione degli orari». Consapevole che non sia facile trovare il giusto equilibrio, Giuseppe Conte ha assicurato che tutte le istituzioni sono state coinvolte con il coordinamento delle prefetture. Per quanto riguarda, invece, la sicurezza delle scuole, il premier ha assicurato che non sono dei focolai.
«Rimaniamo convinti, alla luce dei dati acquisiti, che la scuola non sia focolaio. Tutto quello che è attorno va però trattato con cura», tenendo conto che ci sono centri più piccoli che hanno esigenze «completamente diverse». Milano comunque si è già mossa: il sindaco Beppe Sala ha deciso di far slittare l’apertura dei negozi alle 10:15 e di scaglionare gli ingressi a scuola introducendo due orari, 8 e 9:30.
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