
BORSINO QUIRINALE: SCENDE BERLUSCONI, SALE DRAGHI
Meno 5 al “d-day” della politica italiana, l’inizio delle votazioni per le Elezioni del nuovo Presidente della Repubblica, con la corsa al Quirinale più imprevedibile che mai. Il “borsino” dei candidati e dei possibili “quirinabili” cambia di ora in ora, neanche di giorno in giorno: Berlusconi nelle sole ultime 12 si è trovato prima “vicinissimo a ritirarsi” (cit. by Sgarbi), poi ha rilanciato con forza le sue chances, salvo ora far alzare qualche mugugno di troppo nella coalizione per le concrete possibilità di riuscita alquanto residue.
Mentre continua a tenere banco il “nodo” dei positivi Covid tra i 1009 grandi elettori (al momento sono 38), i partiti ingrossano le “trame” e fanno soppesare le dichiarazioni per provare a capire quale strategia mettere in campo, ognuno con i propri interessi. Secondo le fonti dell’ANSA, il “borsino” del Quirinale vede in forte discesa Berlusconi, in quanto i numeri per riuscire a raggiungere gli agognati 505 voti dalla quarta votazione sembrerebbero sempre più improbabili. E così sale invece l’opzione Mario Draghi, dopo gli incontri istituzionali avuti ieri con Fico, Cartabia e Mattarella: il retroscena più fantasioso proposto oggi sui media riguarda uno schema con Draghi al Colle e la Ministra della Giustizia a Palazzo Chigi. Risultato, una vera e propria pioggia di smentite da ogni parte (tipiche del periodo pre-elettorale in cui viviamo).
ELEZIONI PRESIDENTE REPUBBLICA: L’INCONTRO CONTE-LETTA-SPERANZA
Molto (forse) si saprà sulle Elezioni del Quirinale 2022 nelle prossime 48 ore: giovedì sera, forse venerdì, la riunione del Centrodestra dove avverrà la fatidica “verifica” dei numeri in mano a Berlusconi. Se non ne avesse a sufficienza, ha fatto chiaramente sapere ieri Matteo Salvini all’uscita del Parlamento, «occorrerebbe un piano B con un nome prestigioso che possa convincere tanti» (si parla di Moratti, Frattini, Pera o Casini). Ma lo stesso Mario Draghi potrebbe a quel punto essere l’opzione da giocare per lo stesso Berlusconi, trovando però una buona opposizione dalla Lega («I soldi del Pnrr sono a prestito, anche per questo il premier è complicato da rimuovere» è la linea dettata ieri da Salvini) ma anche nello stesso M5s. L’ipotesi di elezioni anticipate – quasi obbligate laddove Draghi salisse al Quirinale – non convince affatto la truppa dei 5Stelle, già attraversata da tensioni e addi in queste ultimissime ore (l’ultima in ordine di tempo è stata la senatrice Evangelista passata al Misto per screzi con la guida del Movimento). Stamane si sono incontrati nell’appartamento romano di Giuseppe Conte i tre leader del Centrosinistra, Enrico Letta (Pd), Roberto Speranza (LeU) e ovviamente l’ex Premier oggi guida del M5s. «Ottimo incontro con Letta e Speranza. Lavoreremo insieme per dare al Paese una o un Presidente autorevole in cui tutti possano riconoscersi. Siamo aperti al confronto. Nessuno può vantare un diritto di prelazione. Tutti abbiamo il dovere della responsabilità»; Letta e il Ministro della Salute non hanno invece rilasciato per il momento alcuna dichiarazione ma sono attese novità sul Quirinale nelle prossime ore dal fronte Centrosinistra. Secondo i rumors raccolti da Dagospia, il leader del Pd vorrebbe blindare l’intesa su Colle e nuovo Governo: stante i perduranti “niet” di Mattarella per l’opzione “bis”, il nome forte resta Draghi, visto il «timore che il Governo possa saltare anche lasciando Supermario a Palazzo Chigi».
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