OGGI SI SAPRÀ IL NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA?
Potrebbe essere oggi il “D-day”, anzi il “Q-Day”: con la quarta votazione per le Elezioni del Presidente della Repubblica, il nuovo inquilino del Quirinale potrebbe emergere dopo le lunghi trattative notturne tra i tre principali attori “protagonisti” in campo. Matteo Salvini (Lega), Enrico Letta (Pd) e Giuseppe Conte-Luigi Di Maio (M5s): da loro passa il crocevia di questo quarto scrutinio e in generale la “soluzione” della partita.
Se oggi, domani o la prossima settimana non ci resta che scoprirlo con la consueta diretta in video streaming dalla Camera dei Deputati: dalle ore 11 l’inizio della chiama per i 1009 grandi elettori (senatori a vita, senatori, deputati, delegati regionali), con i risultati dello spoglio che potranno giungere tra le 15 e le 15.30. Dopo le tre precedenti “fumate nere”, la quarta votazione di oggi viene attesa da tutti in quanto per legge il quorum dell’assemblea si abbassa alla maggioranza assoluta richiesta (50% più 1 dei voti): ergo, servono 505 voti per essere eletti nuovo Presidente della Repubblica. I giochi sono ancora tutti aperti anche se fino all’ultimo attimo prima di entrare in Parlamento i riflettori sono tutti per quanto filtrerà dalle segreterie dei partiti dopo i colloqui ad oltranza della notte. Il rischio al momento è avere anche per oggi un quarto “giro a vuoto” con Pd, LeU e forse ancora Lega-FI in “scheda bianca” in attesa di capire come finiranno le trattative di giornata.
ELEZIONI QUIRINALE: COSA È SUCCESSO IERI (PARLANO I LEADER)
Il vertice ristretto, il cosiddetto “conclave” a cui avrebbero dovuto partecipare Salvini, Letta, Conte e Matteo Renzi, non c’è stato: i nomi che restano in campo dopo il “niet” furioso del Pd alla candidatura di Maria Elisabetta Alberti Casellati sono quelli di Pier Ferdinando Casini, Marta Cartabia, Sabino Cassese (emerso ieri sera come opzione dopo la presunta “visita” del leader della Lega al presidente emerito della Corte Costituzionale, poi smentita dallo stesso ex Ministro) e ovviamente anche Mario Draghi. Anche se lo stop del Centrodestra su questo sembra netto: «Draghi regista prezioso e collante coalizione Governo», ha detto ancora Salvini ieri sera, ribadendo «Abbiamo diritto a fare proposte di centrodestra. Noi abbiamo fatto nomi di alto profilo, ne faremo anche altri». Resta evidente vi sia la ricerca da parte del Carroccio di un modo per uscire dalla “morsa” di Fratelli d’Italia – che continua a chiedere per oggi un voto per un nome della “rosa” fatta ieri (Nordio, Moratti, Pera) – e del Governo stesso che rischia la spaccatura qualora non si arrivasse ad un nome condiviso per il Quirinale. I tanti voti per Sergio Mattarella e Guido Crosetto ieri hanno significato la volontà di una fetta di circa 250 grandi elettori “sparsi” di ribellarsi alle logiche dettate dai grandi partiti: se però oggi si arrivasse alla Camera con un nome condiviso da tutti i partiti dell’attuale maggioranza anche se con vari franchi tiratori al loro interno, la “partita” per il Presidente della Repubblica potrebbe già chiudersi. «Il centrosinistra avrebbe tante proposte, anche il centrodestra. Ho proposto lo schema di un candidato condiviso», ha spiegato ieri Giuseppe Conte confermando la sua linea – dettata anche da Beppe Grillo, intervenuto con una stranissima chiamata in diretta durante la MaratonaMentana – di non volere Mario Draghi al Quirinale, bensì di tenerlo a Palazzo Chigi. Il M5s di contro fa però sapere di non voler appoggiare la candidatura di Casini, dicendosi pronta alla battaglia: il problema è anche capire con quali forze parlamentari, dato che tutte le coalizioni in campo hanno diverse “divisioni” al loro interno, come manifestato ieri nella convulsa e schizofrenica terza votazione per il Quirinale.
QUARTA VOTAZIONE IN DIRETTA VIDEO STREAMING DALLA CAMERA
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