Cabina di regia, colori Regioni/ Piemonte-Marche rischio arancione, Lazio gialla

Cabina di regia, colori Regioni/ Piemonte-Marche rischio arancione, Lazio gialla

ATTESA LA CABINA DI REGIA COVID

Nel pieno delle votazioni per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, si riunirà la Cabina di regia anti-Covid per valutare il nuovo monitoraggio Iss-Ministero della Salute: da lunedì infatti le ordinanze del Ministro Speranza dovranno stabilire, forse per l’ultima volta, il nuovo cambio di “colore” delle Regioni italiane in base all’andamento della pandemia.

Gli ultimi dati di Agenas e GIMBE hanno iniziato ad anticipare nella giornata di ieri la frenata della curva di contagio e soprattutto dei ricoveri in terapia intensiva: il tasso di occupazione della rianimazioni è sceso al 17%, con calo netto in 9 Regioni. Di contro, i ricoveri restano fissi al 31% e al momento rendono la situazione decisamente stabile rispetto al precedente monitoraggio in Cabina di regia. Al momento rischiano il passaggio in zona arancione Regioni come Lazio, Marche, Calabria, Liguria, Toscana e Trentino: va ricordato, le regole della zona “mediana” tra gialla e rossa vedono il divieto di spostamenti fuori dal Comune per chi senza Green Pass; divieto di accesso ai centri commerciali nei giorni festivi per chi senza Super Green Pass; ogni altra regola è invece identica alla zona bianca e gialla per chi in possesso del Green Pass rafforzato.

CHI CAMBIA COLORE DA LUNEDÌ (FORSE PER L’ULTIMA VOLTA)

I dati emersi nelle ultime 24 ore dal’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari (Agenas) mostrano una situazione in lieve miglioramento rispetto ad una settimana fa per i vari “cambi” di colore disposti dalla Cabina di regia tra la giornata di venerdì e sabato. Per la zona arancione i dati limiti sono noti, il 20% di terapie intensive e il 30% di ricoveri: ebbene, secondo il bollettino Agenas (che precede quello ISS) sono 7 le Regioni che superano la soglia per le rianimazioniAbruzzo (23%), Trento (27%), Piemonte (22%), FVG (23%), Toscana (21%), Lazio (22%), Marche (23%) – mentre sono 10 le Regioni che superano la soglia per i ricoveri in area medica, ovvero Abruzzo, Campania, Calabria, FVG, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Val d’Aosta. Attualmente la “mappa” del Paese vedeva Basilicata, Molise e Umbria in zona bianca (e dovrebbero rimanervi); Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Sardegna, Toscana, Veneto e alle Province autonome di Trento e di Bolzano in zona gialla; Valle d’Aosta, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Sicilia in zona arancione. Da lunedì non dovrebbero comunque esserci nuove zone rosse, anche se la situazione della Valle d’Aosta viene costantemente monitorata, mentre gli unici veri passaggi potrebbero scorgersi con Marche, Calabria, Liguria, Trentino, Toscana. La Regione Lazio ha invece smentito l’ipotesi “arancione” con il proprio assessore alla Salute Alessio D’Amato: «Il Lazio in zona arancione? È escluso. Le terapie intensive sono sotto la soglia di allerta, stiamo in una fase di plateau». Ricordiamo come la Cabina di regia oggi disporrà nuovi colori di Regioni forse per l’ultima volta con questa conformazione di regole: dopo settimane di richiesta costante delle Regioni per una modifica del sistema a “colori”, il prossimo 2 febbraio è attesa la Conferenza Stato-Regioni dove il Ministero della Salute potrebbe concedere la permanenza della sola zona rossa mentre vi sarebbe l’abolizione del “giallo” e “arancione” verso quella “semplificazione delle regole” chiesta anche dall’Unione Europea nelle ultime settimane. Ieri il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ha confermato tale linea: «Il governo eliminerà la zona gialla e quella arancione. La decisione è di accogliere la richiesta delle Regioni lasciando però la “zona rossa”, che scatta in caso di peggioramento della situazione. Si arriva nella fascia di rischio più alto quando si superano i 150 casi settimanali ogni 100mila abitanti, il tasso di occupazione dei posti letto in area medica oltre il 40% e quello in terapia intensiva oltre il 30% si andrà direttamente in zona rossa».

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