Terracina: Legambiente parte civile al processo ex Pro Infantia

Terracina: Legambiente parte civile al processo ex Pro Infantia

Rinviata la prima udienza per la lottizzazione abusiva dello stabile. Sul banco degli imputati anche il vicesindaco del comune della provincia di Latina. La presidente del circolo locale legambientino Anna Giannetti denuncia altri scempi urbanistici nel territorio

Lo scorso 11 gennaio si è tenuta la prima udienza del processo per la lottizzazione abusiva della ex Pro Infantia di Terracina. L’udienza è stata rinviata per alcune mancate notifiche. Il progetto edilizio finito sotto indagine prevedeva la demolizione degli immobili esistenti e la costruzione al loro posto di due fabbricati suddivisi in cinque piani, una piscina e due campi da paddle. Nuove colate di cemento che sarebbero costate circa 40 milioni di euro.

Sul banco degli imputati il vicesindaco di Terracina Pierpaolo Marcuzzi, la dirigente del Comune Claudia Romagna, il capo settore Urbanistica Roberto Biasini, il progettista e direttore dei lavori del cantiere Giuseppe Zappone e l’ex amministratore unico della società Residenze Circe Srl Andrea Ruggeri. Lottizzazione abusiva in concorso, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, esercizio abusivo della professione e rivelazione di segreto d’ufficio sono i reati contestati agli imputati.

Presenti alla prima udienza l’Associazione Caponnetto, Legambiente nazionale e il Circolo Legambiente “Pisco Montano” di Terracina che a differenza del Comune di Terracina e della Regione Lazio hanno chiesto di potersi costituire parte civile nel processo.

“Legambiente Terracina ha avuto un ruolo rilevante nel caso Pro-Infantia e sono state molteplici le sue azioni”, scrive in una nota la presidente del circolo Anna Giannetti. “Queste numerose azioni hanno provocato anche reazioni molto dure. Ancora ci chiediamo, a un anno di distanza, per quali motivi Legambiente Terracina sia finita e da subito direttamente nel mirino delle istituzioni terracinesi per metterla a tacere con metodi a dir poco quantomeno dubbi. E ci chiediamo inoltre, visto che il Comune di Terracina è parte offesa nel procedimento penale della Pro Infantia, con quale coerenza di comportamento si costituirà eventualmente come parte civile nel processo dopo aver aggredito una associazione colpevole solo di voler vedere chiaro su quanto accadeva sul proprio territorio!”.

“Durante questo anno però abbiamo assistito anche ad altri scempi urbanistici”, prosegue la nota. “È sotto gli occhi di tutti la distruzione definitiva del paesaggio e della veduta delle città alta operata dalla lottizzazione monstre sulla via Appia sull’area della ex fabbrica Corafa, un enorme intervento di rigenerazione urbana con demolizione di un complesso produttivo dismesso. Altro potenziale scempio è il nuovo progetto di rigenerazione urbana, questa volta a cura dell’Ater regionale, per la demolizione delle originali casette di via Leopardi per costruire due palazzine con oltre 30 alloggi. Uno strano progetto di rigenerazione urbana pubblica che però manca del presupposto fondamentale che caratterizza questa tipologia di progetti”.

“Ad oggi – conclude la nota – e nonostante il perfezionamento della pratica dell’11 novembre scorso con una lettera del difensore civico che ribadiva al Comune la necessità anzi l’obbligatorietà di consegnare gli atti a Legambiente, nessun atto riguardo la lottizzazione costiera nell’area pregiata dell’ex Villa Adrover è stato consegnato, anzi il primo progetto con tutti i documenti associati è stato velocemente archiviato poco dopo la nostra istanza di richiesta degli atti per passare subito a una nuova società e ad un nuovo progetto che ha ottenuto subito l’autorizzazione paesaggistica. Un iter procedurale che presenta strane somiglianze con quello della Pro Infantia, ma stavolta sembrerebbe senza attuare per ora lo sfregio della demolizione della villa. E questo anche grazie al nostro strenuo impegno e alla visibilità nazionale che abbiamo dato alla vicenda della Pro Infantia”.

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