
Aggiornamenti importanti dalla diretta delle elezioni del Presidente della Repubblica: è terminata la quinta votazione, Maria Elisabetta Alberti Casellati non ha raggiunto il quorum. L’esponente di Forza Italia, presidente del Senato, si è fermata a 382 voti, ben al di sotto del quorum fissato a 505. Una brutta tegola per il Centrodestra, che deve fare i conti con la mancanza di almeno 60-70 voti tra i grandi elettori della coalizione.
Da segnalare la presenza di 46 voti al presidente uscente Sergio Mattarella, 38 voti al magistrato Nino Di Matteo. Infine, 8 voti a Silvio Berlusconi e 7 voti a Marta Cartabia e Antonio Tajani. Ancora fumata nera, dunque, per l’elezione del capo dello Stato: nelle prossime ore è in programma la sesta votazione, che potrebbe prevedere un rimescolamento delle carte. I partiti sono al lavoro per trovare la quadra, i nomi sul tavolo sono sempre gli stessi: Mario Draghi, Pier Ferdinando Casini e il secondo mandato di Mattarella. (Aggiornamento di MB)
DIRETTA: CENTROSINISTRA SI ASTIENE SUL NOME DI CASELLATI
È tutto di nuovo in discussione: con la scelta di Maria Elisabetta Alberti Casellati come candidata Presidente della Repubblica si “smuove” la partita delle Elezioni Quirinale 2022 ma non sembra verso una soluzione immediata a condivisa. Il Centrosinistra infatti ha deciso per l’astensione in tutte e due le chiame di questa quinta votazione in diretta dalla Camera.
In conferenza stampa dopo mezzogiorno Matteo Salvini ha confermato la scelta della Presidente del Senato come candidata del Centrodestra, motivandola come un invito al Centrosinistra a “smetterla con veti e fughe”: «Il Centrodestra ha il diritto di avanzare proposte, è maggioranza nel paese e nel parlamento. Casellati è il massimo, tolto Mattarella, che la Repubblica possa mettere a disposizione». La risposta netta e dura arriva da Giuseppe Conte e da diversi esponenti del Pd che non hanno gradito affatto la proposta sulla quinta votazione (e pure sulla sesta, come confermato da Salvini): «Secondo il Movimento 5 Stelle non è possibile candidare la seconda carica dello Stato senza previamente discutere, sedersi a un tavolo e condividere una tale candidatura. Siamo a un cortocircuito istituzionale. Io non ho fatto incontri non trasparenti, né inciuci. Serve una soluzione super partes». Per Enrico Borghi, senatore Pd, il cortocircuito istituzionale è bello che servito: «Del tutto inopportuno che la presidente Casellati co-presieda lo scrutinio odierno controllando i voti per sé stessa. Nel ‘92 Scalfaro si astenne lasciando il compito al vicepresidente Rodotà. Ci auguriamo medesimo rispetto delle istituzioni». Finora il solo senatore di FI Elio Vito ha deciso di astenersi in protesta contro l’indicazione di partito mentre due senatori M5s hanno contraddetto l’ordine dell’astensione. Nel pomeriggio alle 14.30 l’appuntamento con un nuovo vertice di Centrodestra, in attesa di vedere quali saranno i risultati dello scrutinio ma soprattutto il nuovo invito ad un tavolo condiviso fatto da Salvini in conferenza stampa agli altri leader di maggioranza: «Ho fatto richiesta per un incontro per capire se la sinistra vuole darci qualche Sì prima o poi. Abbiamo messo sul tavolo del Paese il massimo possibile, tolto Mattarella; perché dovrebbe essere divisiva Casellati? Perché dovrebbe esserci la connessione con la durata del Governo?». Poi l’affondo dal segretario della Lega, «non è possibile che si possa discutere solo con i nomi della sinistra. Mi viene in mente che Conte e Letta vogliano far saltare il Governo, non noi che candidiamo la seconda più alta carica dello Stato. Quanti grandi elettori hanno in mano Letta e Conte? Forse Pd e M5s continuano i no perché vogliono far saltare i nervi a Draghi e fare saltare il Governo».
ELEZIONI QUIRINALE: DA OGGI CI SARANNO DUE VOTAZIONI AL GIORNO
Il Centrodestra voterà compatto il nome di Maria Elisabetta Alberti Casellati come Presidente della Repubblica: la scelta sta spiazzando il Fronte Progressista che valuta come «irricevibile» la proposta della coalizione a guida Salvini-Meloni per il quinto scrutinio delle elezioni al Quirinale.
Matteo Salvini sta incontrando in questi minuti Matteo Renzi e dovrebbe vedere anche Giuseppe Conte, Enrico Letta e Roberto Speranza prima della seconda chiama: alla prima infatti stanno rispondendo solo i grandi elettori di Centrodestra e del misto, in quanto il Centrosinistra ha deciso di attendere «fino all’ultimo istante» (cit by Davide Crippa, capogruppo M5s) per l’indicazione di voto. Casellati per Lega-FdI-FI-Udc-Cambiamo-Noi con l’Italia, Cartabia per Azione, Di Matteo per L’Alternativa C’è, Manconi per SI-Europa Verde: tutto sta nel vedere ora cosa voteranno in risposta i grandi elettori del centrosinistra. Intanto la leader di FdI Giorgia Meloni uscendo dal vertice del Centrodestra rivendica la scelta sulla Presidente del Senato al Quirinale: «Andiamo su Casellati per votare compatti e forzare lo stallo: per me si dovrebbe andare subito a Elezioni e poi indire riforma costituzionale per l’elezione diretta del Capo dello Stato». Per la presidente di Fratelli d’Italia, «Se noi dimostriamo di avere la maggioranza relativa in Parlamento il Centrosinistra dovrebbe per correttezza individuare un nome condiviso all’interno del gruppo che ha più voti in Parlamento, ovvero noi. Per me avremmo dovuto farlo già tre giorni fa, ma ora è giunto il momento». Novità importante sul fronte votazioni: da oggi e per tutti gli eventuali altri giorni di votazioni ci saranno due votazioni al giorno, la prima (ancora da definire l’eventuale orario di domani) e una seconda alle ore 17.
CAOS SUL QUINTO VOTO: CDX PER CASELLATI?
«Il nome di Sabino Cassese come nostro candidato alle Elezioni del Presidente della Repubblica non va bene per Forza Italia»: a ripeterlo, ormai da ore, tanto Maurizio Gasparri, quanto Licia Ronzulli quanto soprattutto Antonio Tajani, il coordinatore nazionale e il “facenti veci” di Silvio Berlusconi. Le trattative si sono arenate nella notte quando si pensava che un possibile accordo con il Fronte Progressista (Pd-LeU-M5s) si sarebbe trovato sui nomi “super partes” di Amato, Belloni, Cassese o lo stesso Draghi. Dal vertice notturno del Centrodestra non si è giunti ad un nome unico da rilanciare e i “rumors” di continui nominativi alternativi – l’ambasciatore Mossolo, il ritornato in auge nome di Frattini e soprattutto la possibile candidatura della seconda carica dello Stato Casellati – ha scatenato la dura reazione del Centrosinistra che oggi pensa in Aula di contrapporre al nome presentato dal Centrodestra un proprio “candidato di bandiera”. L’intenzione di Lega-FI-FdI-Udc è quella di votare la Presidente del Senato, un modo per “contarsi” ma soprattutto per provare a vedere di trovare qui 50-60 voti mancanti per ottenere il quorum: in notturna Salvini aveva detto, «Ci sono tante ipotesi, ho una notte e una mattina per lavorarci, ci riconvochiamo domani alle 9. Spero che PD e 5 Stelle da domani non votino più scheda bianca e tutti si prendano le loro responsabilità». Di contro, il Pd è infuriato e grida alla possibilità di «rompere il Governo» qualora il Centrodestra voti effettivamente Casellati. Renzi, che invocava invece una soluzione condivisa, commenta caustico all’apertura del quinto voto per le Elezioni del Presidente della Repubblica «Non escludo più un Mattarella bis». Prossimi appuntamenti: alle 10.15 la Capigruppo per decidere sull’ipotesi del doppio voto; alle 11 il via alle prima chiama per senatori a vita, poi senatori, deputati e delegati regionali. Tanti nomi, ancora due le possibilità che potrebbero “evitare” il crollo del Governo: Mario Draghi e Sergio Mattarella, una sorta di eterno ritorno dell’uguale nella corsa al Quirinale.
OGGI SI AVRÀ IL NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA?
E al quinto giorno, forse, il Quirinale avrà il suo nuovo inquilino: si apre oggi alla Camera il quinto scrutinio per le Elezioni del Presidente della Repubblica, probabilmente quello decisivo per avere il successore di Sergio Mattarella. Il condizionale è d’obbligo visto quanto abbiamo visto anche solo nelle ultime 24 ore, tra mancati “conclavi” e nomi “bruciati” nel giro davvero di poche agenzie: appuntamento come sempre alle ore 11 con la diretta in video streaming dal canale YouTube della Camera per non perdere neanche un minuto della giornata di votazioni per i 1009 grandi elettori del Quirinale 2022.
La giornata di ieri ha visto la plastica rappresentazione della difficoltà dei vertici di partito di avere sotto controllo appieno i gruppi parlamentari: il Centrodestra ha dovuto impiegare lo strumento dell’astensione per assicurarsi di non fare la stessa fine di mercoledì quando 114 voti andarono a Crosetto contro l’indicazione della scheda bianca data da Lega e FI. Il “Fronte Progressista” invece, pur dando linea sulla “bianca”, si è ritrovato con 166 voti a Sergio Mattarella come una sorta di “ribellione” alle altre trame tentate nelle ore precedenti e successive con i rivali del Centrodestra: oggi si tenterà un primo passaggio su un nome condiviso il più possibile ma potrebbe comunque non bastare se si confermassero i malumori-resistenze tra i vari grandi elettori (ricordiamo ne servono 505 per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica). La conferenza dei capigruppo congiunta è convocata per oggi alle 10:15 a Montecitorio: nella riunione si valuterà se tenere due votazioni al giorno per eleggere il presidente della Repubblica, forse già dalla giornata di oggi.
🔴 Elezione del Presidente della Repubblica, 4a votazione: ecco i risultati definitivi (dati ufficiali). In “Altri” sono compresi tutti coloro che non sono nella top 3 per numero di voti ottenuti.#Quirinale #MaratonaYouTrend pic.twitter.com/agIIM38yUk
— YouTrend (@you_trend) January 27, 2022
ELEZIONI QUIRINALE: L’ABC(D) DELLA POLITICA
Ma chi sono ancora i nomi davvero in campo – oltre a quelli per forza di cosa tenuti “segreti” anche alla stampa (in modo da essere “calati” qualora ve ne fosse bisogno se saltasse il banco anche alla quinta votazione) – che possano legittimamente ambire alle stanze del Quirinale? Potremmo essere davanti ad una sorta di inedito ‘Abcd’ della politica italiana: Amato, Belloni, Cassese e ovviamente Mario Draghi. Su queste personalità stanno portando le attenzioni i partiti e nelle prossime ore in Aula potrebbero esserci novità importanti nello sviluppo degli accordi, ancora molto complicati, tra i leader e i grandi elettori. Se il presidente emerito della Consulta Sabino Cassese non disdegna l’ipotesi di essere accostato al Quirinale, da Elisabetta Belloni il riserbo è massimo (del resto è pur sempre la direttrice dei servizi segreti); Giuliano Amato resta una importante “riserva” del Paese e Mario Draghi è sempre Draghi, il vero punto “attrattivo” di questa maggioranza ma in generale dell’intera politica. Salvini nel pomeriggio di ieri era stato chiaro uscendo dalla Camera: «domani (oggi, ndr) la Lega scriverà un nome sulla scheda. Conto di portare sui tavoli alcuni profili che spero raccolgano il “sì” di tutti. Ho fatto un pomeriggio di incontri su persone da andare a proporre […] Farò un nome fuori dalla politica, senza tessera di partito, con credibilità internazionale e apprezzamento nazionale. Un servitore dello Stato». Restano ovviamente in campo anche i nomi di Pier Ferdinando Casini (quotazioni in ribasso però) e Franco Frattini, l’ex Ministro degli Esteri ieri sera rispuntato come nome dalle fonti del Centrodestra ma subito “bocciato” da Pd e Italia Viva che già avevano espresso perplessità tre giorni fa quando l’accordo Lega-M5s sembrava puntare sull’attuale Presidente del Consiglio di Stato (considerato con troppi “legami” con la Russia per rappresentare un nome spendibile nello scenario di forte alleanza atlantica in vista di un possibile scontro mondiale in Ucraina).
DIRETTA VIDEO STREAMING, QUINTA VOTAZIONE ALLA CAMERA
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