“Provoca distorsioni nel mercato e mette a rischio gli obiettivi della strategia Fit-for-55, rallentando la transizione energetica”
Le misure italiane di clawback contro le rinnovabili pongono minacce alla transizione energetica in Italia e in Europa. In particolare, secondo il settore elettrico europeo e italiano, “L’articolo 16 del decreto legge italiano 04/2022 (“DL Sostegni ter”) introduce misure discriminatorie tra i produttori di elettricità in base alla tecnologia di generazione, crea distorsioni di mercato che minano la fiducia degli investitori e rischia di rallentare il processo di transizione energetica”. Così le associazioni di categoria (tra cui Elettricità Futura, Italia Solare, Utilitalia, Anev e altre) hanno pubblicato un comunicato congiunto in cui chiedono al Governo di ritirare l’articolo 16 e di “avviare un dialogo costruttivo per definire soluzioni efficaci ed equilibrate per affrontare gli alti prezzi dell’energia”.
Di seguito alcuni stralci del comunicato ufficiale pubblicato giovedì 3 febbraio:
“Apprezziamo che lo scopo del Decreto Legge 04/2022 sia quello di limitare gli impatti negativi dell’aumento dei prezzi dell’energia, dovuto principalmente al forte aumento dei prezzi del gas, sull’economia italiana e sui consumatori di energia, e sosteniamo questa intenzione.
Tuttavia, l’articolo 16 del Decreto Legge 04/2022 (“DL Sostegni ter”), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Italiana il 27 gennaio 2022, introduce misure di clawback nei confronti degli impianti fotovoltaici a tariffa Feed-in-Premium, nonché per gli impianti geotermici, idroelettrici, fotovoltaici ed eolici merchant power con potenza superiore a 20 kW. La stragrande maggioranza di tali impianti riceverà un prezzo di riferimento fisso fino al 31 dicembre 2022, basato sulla media storica dei prezzi zonali dell’elettricità in Italia.
Le misure incluse nell’articolo 16 porteranno a significative distorsioni dei mercati dell’energia all’ingrosso e sul comportamento di acquirenti e venditori nel mercato. (…) Queste misure complesse e discriminatorie metteranno a rischio gli obiettivi Fit-for-55, rompendo la fiducia degli investitori, con enormi impatti sugli investimenti nelle FER e minando il corretto funzionamento del mercato interno dell’elettricità dell’UE. (…)
(…) Per tutte queste ragioni, il settore elettrico italiano ed europeo chiede al governo italiano di ritirare l’articolo 16 del decreto legge 04/2022 e di avviare un dialogo costruttivo per definire soluzioni efficaci ed equilibrate per affrontare l’aumento dei prezzi dell’energia”.