Batterie, l’11 febbraio si voterà la proposta per un nuovo regolamento al Parlamento europeo

Il 90-100% di oggetti elettronici include batterie con impatti ambientali e sociali importanti. Più di 40 ONG chiedono alle istituzioni dell’UE di attuare misure politiche per renderle durevoli, riparabili e riciclabili

Nonostante abbiano un ruolo fondamentale nell’integrazione delle fonti di energia rinnovabile nella nostra economia e nella decarbonizzazione del settore dei trasporti, è necessario considerare i notevoli impatti che le batterie hanno sull’ambiente. Dall’estrazione delle materie prime al trattamento di fine vita, le batterie hanno un’ampia gamma di impatti ambientali e sociali: sulla biodiversità, sull’aria, sull’estrazione delle materie prime utili a produrle, oltre che sulle condizioni di lavoro necessario ad estrarle. Impatti destinati a crescere, visto che nella vita quotidiana ci affidiamo sempre più a strumenti alimentati a batteria.

Nel 2015, almeno il 60% di prodotti elettronici portatili utilizzava batterie agli ioni di litio (LIB). I LIB dipendono da minerali sempre più scarsi e largamente importati come il litio e il cobalto, e richiedono processi di produzione molto impattanti e l’uso di composti fluorurati tossici. Si stima che tra 90-100% di smartphone, tablet, laptop, cuffie e smartwatch include batterie non rimovibili. Significa che piuttosto che essere progettati in maniera modulare per smontarli facilmente, sono incollati o saldati e richiedono strumenti particolari, tempo e conoscenza per essere rimossi senza danneggiare il dispositivo o la batteria stessa.

I mezzi di trasporto leggeri come e-scooter e e-bike hanno sempre di più batterie progettate per essere rimosse e sostituite. Tuttavia, sono di solito progettati in modo da rendere la riparazione della batteria stessa difficile o pericolosa. Le batterie non rimovibili costituiscono un grande impedimento per un efficace riciclaggio, e gli incendi da batterie danneggiate costituiscono una minaccia per la sicurezza dei lavoratori e per la sostenibilità economica delle strutture. Le pratiche standard di integrazione delle batterie nei prodotti spesso riducono notevolmente la riciclabilità o la riparabilità del dispositivo stesso.

Il numero di LIB ricaricabili raccolti nell’UE rimane basso. Oltre ai bassi tassi di recupero, gli impianti di gestione dei RAEE segnalano anche un numero crescente di incendi. Da notare è che gli incendi di batterie non sono solo un problema affrontato dalle strutture di gestione dei RAEE, ma anche da tutta l’industria del riciclaggio in generale. Le batterie si trovano anche in altri prodotti che molto spesso finiscono nel flusso di rifiuti sbagliato causando incendi. Tra il 50-95% degli incendi negli impianti di riciclaggio può essere attribuito a batterie danneggiate.

Attualmente, la principale normativa sulle batterie nell’Unione europea (UE) è la Direttiva sulle Pile (direttiva 2006/66/CE relativa alle pile e agli accumulatori). Questa normativa è stata scritta più di un decennio fa (risale al 2006) e come tale non riesce ad affrontare le nuove tecnologie e le sfide ambientali e sociali a esse associate.

Nel dicembre 2020 la Commissione ha però adottato una proposta di regolamento sulle pile e i rifiuti da pile, la prima politica a livello mondiale a coprire l’intera vita della batteria. La proposta include una disposizione (Art.11) che delinea specifici parametri di removibilità e sostituzione di batterie portatili, per facilitare la riparazione, il riutilizzo ed il riciclaggio di batterie, elettronica di consumo e LEV.

E a breve, l’11 febbraio 2022, la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo voterà la proposta di un nuovo regolamento sulle batterie.

Legambiente, insieme a Deutsche Umwelthilfe, ECOS, Transport & Environment e ad altre 42 ONG, coordinate dall’European Environmental Bureau (EEB) chiede ai governi e alle istituzioni dell’UE di attuare una serie di misure politiche specifiche per rendere durevoli, riparabili e a basso tenore di carbonio le batterie, al fine di ridurre al minimo gli impatti ambientali, economici e sociali. Servono requisiti ambiziosi di removibilità, sostituibilità e riparabilità.

Con una lettera congiunta, le associazioni chiedono agli eurodeputati di garantire:

  • Approvvigionamento sostenibile e due diligence per tutte le batterie;
  • L’eliminazione graduale delle batterie monouso;
  • Sostituibilità e riparabilità;
  • Elevati tassi di raccolta e riciclaggio;
  • Obiettivi di contenuto riciclato più elevato nel 2030;
  • Entrata in vigore tempestiva dei requisiti.

Dopo il voto della commissione ENVI (Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare), la proposta sarà votata dalla plenaria del Parlamento Europeo e negoziata a marzo in sede di Consiglio.

Per approfondire

Report EEB sulle batterie rimovibili e riparabili

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