Giuliano Pisapia: “Magistrati siano giudicati da avvocati e prof”/ “Serve Alta Corte”

Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano oggi europarlamentare, ha concesso un’intervista al quotidiano “Libero”, pubblicata a pagina 12 dell’edizione in edicola oggi, lunedì 21 febbraio 2022. Il primo argomento affrontato è stato legato al giudizio dell’operato delle toghe: “Attualmente sono i magistrati che giudicano i magistrati dal punto di vista dell’avanzamento della carriera e delle sanzioni disciplinari – ha dichiarato Pisapia –. È arrivato il momento di istituire un’Alta Corte di Giustizia, un organismo autonomo e indipendente, composto non solo da giudici, ma anche da avvocati e professori universitari. Sarebbe una garanzia sia per la magistratura che peri cittadini; snelliremmo il lavoro del Csm che manterrebbe tutte le altre sue funzioni”.

Pisapia ha quindi sottolineato di non capire i timori e le resistenze della magistratura, di cui non si lederebbe affatto l’autonomia, anzi: a suo avviso si porrebbe fine allo strapotere delle correnti, anche perché “non ci può essere un organismo dove i controllori sono a loro volta i controllati. Questo dovrebbe valere per tutti, avvocati e giornalisti compresi. Per questo sono favorevole all’entrata degli avvocati nei consigli giudiziari a giudicare i magistrati. È necessaria, ma deve essere reciproca: anche i magistrati entrino nei nostri organismi. La conditio è che i ruoli siano ricoperti da figure affidabili e di grande esperienza. Per questo sono contrario al sorteggio dei membri del Csm. Preferisco i più bravi ai più fortunati estratti a sorte”.

GIULIANO PISAPIA: “REFERENDUM SULLA RESPONSABILITÀ CIVILE DELLE TOGHE CASSATO? SIAMO ALL’ASSURDO”

Ancora su “Libero”, Giuliano Pisapia ha parlato del referendum sulla Giustizia, rimarcando in particolare come sia stato cassato quello sulla responsabilità civile delle toghe, già passato nell’87 sulla scia del caso Tortora: “Siamo all’assurdo. I medici e tutte le altre professioni sono responsabili anche economicamente nell’esercizio della loro funzione così devono esserlo i magistrati, in caso di dolo o colpa grave. Certo, il filtro dello Stato è necessario; anche perché solo così si preserva la serenità di giudizio delle toghe. Ma una modifica legislativa è necessaria”.

E le porte girevoli tra politica e magistratura? “Si parte dal principio sacrosanto che in linea generale i magistrati eletti in istituzioni politiche non possano rientrare in magistratura. Ci sono due situazioni diverse. In un caso chi ha ricoperto un ruolo politico, eletto o chiamato, non può più tornare in magistratura; diversa è la situazione che chi si è candidato e non è stato eletto. In questo caso l’importante è che non torni in magistratura nei luoghi ove si è candidato”. Infine, sull’abrogazione della legge Severino e sulla custodia cautelare, Giuliano Pisapia ha affermato: “La Severino non è condivisibile nella parte che prevede la decadenza di sindaci o amministratori condannati solo in primo grado, perché contrasta con la presunzione di innocenza. E il problema della custodia cautelare è che spesso se ne fa un uso strumentale”.

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