
Con la norma nasce il marchio “Bio made in Italy”. Dopo 13 anni la legge tutela produzione agroalimentare e acquacoltura con metodo biologico
L’Aula del Senato ha approvato il ddl Agricoltura, che prevede disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacultura con metodo biologico. Sono stati 195 i voti favorevoli, nessun contrario e 4 gli astenuti. Una decisione lungamente attesa, che arriva dopo tredici anni di impegno e battaglie da parte dei produttori bio e delle associazioni ambientaliste, nonché di molti consumatori e parlamentari.

Tra le novità introdotte dalla norma ci sono il “marchio Biologico made in Italy”, la definizione giuridica dei distretti biologici e la legge delega al governo per la revisione della normativa in materia di armonizzazione e razionalizzazione sui controlli. Viene anche istituito un tavolo tecnico e un fondo per lo sviluppo della produzione biologica, insieme ad altre norme che riguardano la formazione professionale degli operatori del settore. L’approvazione arriva dopo la modifica introdotta a Montecitorio, lo scorso 9 febbraio, che aveva accolto quasi all’unanimità l’emendamento che sopprimeva l’equiparazione dell’agricoltura biodinamica a quella biologica.
Tutte le normative sono in linea con le strategie comunitarie emanate nell’ambito del Green Deal, ma anche della Politica Agricola Comune (PAC) e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dove sono stati stanziati 300 milioni di euro dedicati ai contratti di filiera e di distretto biologico.
“Dopo 13 anni l’Italia ha finalmente la legge sull’agricoltura biologica. Meglio tardi che mai” commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. “Una giornata storica per il nostro Paese. L’Italia ha finalmente una normativa che rende merito, favorendo, incentivando e promuovendo l’agricoltura bio di qualità, sostenibile, attenta all’ambiente e alla salute dei consumatori. Un’agricoltora bio di cui l’Italia è leader in Europa e di cui, in tutti questi anni, la nostra associazione si è fatta portavoce, raccontando i territori e i suoi protagonisti e chiedendo a gran voce l’approvazione di questa legge”.
“La transizione ecologica e la lotta alla crisi climatica – aggiunge Angelo Gentili, responsabile nazionale agricoltura di Legambiente – passano anche attraverso l’agroecologia e un rinnovo del comparto agricolo in chiave sostenibile. La legge sul biologico, da questo punto di vista, rappresenta uno strumento strategico per moltiplicare la realizzazione dei biodistretti in modo capillare nel nostro Paese e per implementare significativamente l’intero settore anche rispetto a quanto chiede l’Europa con le strategie Farm To Fork e Biodiversità”.
Soddisfazione anche da parte delle associazioni di settore e dalla Coldiretti. “Con gli acquisiti di prodotti bio Made in Italy che nel 2021 hanno sfiorato il record di 7,5 miliardi di euro di valore, tra consumi interni ed export, è importante l’approvazione definitiva della legge sul biologico”, ha commentato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.