
Non colpiti i reattori, stabili i livelli di radiazioni. È il primo caso al mondo di bombardamento a un impianto nucleare attivo, proprio alla centrale più grande d’Europa
La scorsa notte un attacco russo alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, nel sud est dell’Ucraina, ha fatto scoppiare un incendio, domato dal Servizio di emergenza ucraino in più di quattro ore alle 6.20 ora locale (5.20 in Italia), quando la centrale è stata messa in sicurezza. A bruciare sono stati un edificio e un laboratorio, come spiegato dai responsabili dell’impianto. Le autorità competenti hanno fatto sapere che le fiamme non hanno colpito strutture essenziali ma che le truppe russe sono comunque riuscite a prendere il controllo della centrale, la più grande d’Europa, punto strategico sul fiume Dnepr.
Secondo l’International Atomic Energy Agency (IAEA) non ci sarebbero stati danni al reattore, perché i livelli di radiazioni nella zona sono rimasti stabili.
Nelle scorse ore il presidente ucraino Zelensky, in un nuovo video pubblicato sui social network, ha accusato Mosca di voler ricorrere al terrore nucleare e di voler ripetere il disastro di Chernobyl.
Терміново! pic.twitter.com/MuXfniddVT
— Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) March 4, 2022
«Europei, svegliatevi per favore. Dite ai vostri politici che le forze russe stanno sparando a una centrale nucleare in Ucraina», ha detto Zelensky. «Nessun paese a parte la Russia ha mai attaccato centrali nucleari. Questa è la prima volta nella nostra storia, nella storia dell’umanità. Uno stato terrorista ora ha fatto ricorso al terrore nucleare. Dobbiamo fermare l’esercito russo».
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