Dialoghi interrotti, 100 anni di Pasolini

Dialoghi interrotti, 100 anni di Pasolini

Nato a Bologna il 5 marzo 1922, Pier Paolo Pasolini aveva intuito l’Antropocene. Festival e documentari ora ne fanno riscoprire il suo pensiero e lo spirito ecologista

Pasolini è sicuramente uno degli intellettuali più originali ed eclettici del Novecento. È difficile persino individuare, con una sintetica definizione, la sua arte e il suo pensiero. Pasolini infatti è sempre, allo stesso tempo,  scrittore, poeta, saggista, giornalista, pittore, opinionista e regista.
La ricorrenza del centenario della nascita, avvenuta il 5 marzo 1922 a Bologna, è quindi l’occasione per riprendere con lui un dialogo interrotto violentemente, un’opportunità per i giovani di scoprire la modernità e attualità del suo lascito intellettuale. 

Pasolini non è solo, come scrive negli “Scritti Corsari”, colui che rimpiange l’illimitato mondo contadino pre-nazionale e pre-industriale, o il cantore del sottoproletariato e della realtà operaia. Ma è anche chi, tra i primi, ha riconosciuto il potere distruttivo del consumismo del superfluo, le conseguenze del capitalismo omologante che fagocita chi vive “l’età del pane” e impone un modello culturale unico a livello mondiale. Pasolini ha intuito cinquant’anni prima l’epoca distruttiva che oggi chiamiamo Antropocene. 

Difficile dire quale sia il film dove la sua ansia ecologica emerge con più evidenza, anche perché Pasolini non ha mai tematizzato in maniera diretta il problema del degrado ambientale. Le tante retrospettive in calendario in queste settimane però, come quella promossa dal BIF&ST 2022 di Bari con 3 film e 5 lezioni, o quella integrale con tutte le sue opere promossa dalla Cineteca di Bologna, possono offrire un contributo di analisi. 

Un altro modo per ritrovare Pasolini è la visione di alcuni documentari che ci propongono alcune sue prospettive innovative come quella sui processi subiti (“Pier Paolo Pasolini. Il santo infame” firmato da Daniele Ongaro per la regia di Graziano Conversano); o quella sulla considerazione del potere (“Pasolini prossimo nostro”, documentario diretto da Giuseppe Bertolucci) o ancora quella sull’infanzia con “In un futuro aprile – Il giovane Pasolini” di Francesco Costabile e Federico Savonitto. 

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