Paola Taverna/ “La morte di papà? Non l’ho mai perdonato ma lui non aveva colpe”

Fra le ospiti di ieri sera del programma di Rai Due, Belve, vi era anche Paola Taverna, senatrice nonché vicepresidente del Senato. Numerose le dichiarazioni rilasciate dalla politica nella sua chiacchierata con la padrona di casa, Francesca Fagnani, a cominciare dalla decisione di Vito Petrocelli, unico grillino che ha votato contro la risoluzione che ha autorizzato il governo italiano a inviare armi all’Ucraina. “È una decisione personale del senatore perché il voto del Movimento Cinque Stelle è stato un voto sofferto e compatto”, commenta Paola Taverna, ma la conduttrice la incalza: “Insomma riveste una carica importante anche a vostro nome. Un passo indietro secondo lei non lo dovrebbe fare?”. A quel punto la senatrice chiosa dicendo: “Credo che abbia bisogno di riflettere lui per primo su quel voto e sul suo ruolo”. Si è parlato anche di Danilo Toninelli, altro politico pentastellato, ex ministro delle infrastrutture e dei trasporti. “Toninelli – domanda la Fagnani – durante una diretta Facebook, ha detto che l’Ucraina era in Europa, non si è sentita in imbarazzo per lui?”, e la numero due del Senato, dopo aver difeso il collega, ha aggiunto ironica: “Toninelli non deve fare dirette Facebook, meglio che si registra, così si riascolta e si rende conto di aver detto una cosa non vera”.

Durante la chiacchierata si è parlato anche della vita privata di Paola Taverna, e la stessa ha svelato la sua tendenza, spesso e volentieri a “scoattare”, ovvero, a tornare un po’ coatta come si dice a Roma, ovvero, un po’ cafona. Ma nel contempo non ha nascosto il suo lato da geisha, soprattutto se innamorata: “Sono un po’ geisha, mi piace essere accudente”, riferendosi al proprio uomo. “Non sono innamorata e non lo sono da un po’ – ha comunque precisato – sono molto fortunata: ho amato e sono stata amata. In questi ultimi anni, vuoi l’attività che svolgo vuoi il rapporto con mio figlio che è il mio vero grande amore, non ho trovato spazio e attenzione per un rapporto personale”.

PAOLA TAVERNA E IL DOLORE DELLA MORTE DEL PADRE: “MI SONO LAUREATA A 50 ANNI”

Paola Taverna ha infine ricordato il dolore della morte del padre, scomparso quando aveva appena 16 anni, ed evento che la segnò profondamente: “Le difficoltà della vita a cui non sei preparata in 48 ore. Io ho perso mio papà in 48 ore, lui era l’unico che lavorava, nessun’altra fonte di reddito. Allora lì capisci che ci sei tu, le sfide che hai davanti. Capisci che devi rimboccarti le maniche e non puoi metterti paura di nulla, devi lottare. E io ho lottato. Quando è morto mio padre non potevo proseguire gli studi all’università ma poi mi sono laureata a 50 anni”.

“Mi faccio i complimenti da sola – ha continuato Paola Taverna – è stato un dovere per servire al meglio possibile il mio Paese. Mi sono laureata in scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione con 108. Non sono arrivata al 110, ho preso un 24″. Un dolore nel dolore per Paola Taverna, visto che la senatrice non è mai riuscita a perdonare la scomparsa del papà: “Il mio dolore più grande? Quello di cui ho parlato poco fa: il non-perdonare mio padre per una cosa di cui non aveva nessuna colpa. È avvenuto molto dopo con un percorso. Ho fatto 10 anni di un cammino neo-catecumenale, è una cosa che non si sa. È stato il mio percorso intimo che mi ha messo in pace anche con la perdita di mio padre”.

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