Nuovo Dpcm 7 gennaio: vertice Governo Conte/ Misure: Italia zona rossa nei weekend?

Dal 7 gennaio l’Italia tornerà in zona gialla, compreso l’Abruzzo, mandando così in “soffitta” le regole sul lockdown del Decreto Natale: ma per Cts e parte del Governo il rischio è ancora troppo alto e così già in mattinata il Premier Conte ha incontrato in capidelegazione della maggioranza per mettere a punto una nuova strategia da attuare subito, prima del 7 gennaio. In termini normativi, il Dpcm sulle “tre fasce di colore” (varato ad inizio dicembre) ha valenza fino al prossimo 15 gennaio ma per l’ala più “rigorista” della maggioranza occorre dare un ulteriore giro di vite per evitare assembramenti e recrudescenza del Covid-19: e così nella riunione in corso a Palazzo Chigi tra Conte, Speranza, Boccia, Cts (Miozzo, Brusaferro e Locatelli) e capidelegazione (Bonafede M5s, Bellanova Iv e Franceschini Pd) si studiano le mosse da prendere in vista del nuovo monitoraggio di fine settimana.

Sul tavolo ovviamente anche il tema dirimente della scuola, con una quadra che ancora manca a soli 4 giorni dalla riapertura in teoria al 50% in presenza anche per le superiori: Governatori e scienziati Cts spingono perché il Governo rinvii l’inizio in presenza e tenga ancora per gennaio la didattica a distanza per gli studenti più grandi, ma Azzolina e Conte fanno “quadrato” e puntano a confermare quanto già contenuto nell’ultimo Dpcm.

LE 2 IPOTESI DEL GOVERNO

Nel frattempo dalle fonti di Governo giunte a Repubblica e Ansa, le ipotesi principali di “novità” nel possibile nuovo Dpcm in arrivo prima del 7 gennaio sarebbero due: da un lato la “rivisitazione” dei parametri per fissare una regione in zona gialla, arancione o rossa; dall’altro, i possibili divieti nazionali che ritornerebbero, magari nei weekend, sulla scia dei provvedimenti presi tra Natale e Capodanno. Allo studio del Governo, per la prima “ipotesi” vi sarebbero dunque nuovi criteri per l’Rt che permettano di decretare con numeri anche meno “emergenziali” le zone arancioni e rosse regionali. Per questa “soluzione”, Boccia-Speranza-Franceschini propongono una “ordinanza-ponte” fino al 15 gennaio per la modifica del meccanismo Rt incrociati all’aumento dei contagi regionali; se non venisse accettata tale ipotesi, allora diritti via verso un nuovo Dpcm che anticipi la scadenza del precedente.

La seconda “ipotesi” invece vede un nuovo lockdown nazionale da porre nei fine settimana sull’intero territorio italiano: chiusura dunque di bar. ristoranti, negozi, centri commerciali e divieto di uscire di casa (e di Comune e Regione, ovviamente) senza l’autocertificazione per motivi di comprovata necessità. Al momento a rischio zona arancione – con i dati attuali – finirebbero Calabria, Liguria e Veneto e rischiano anche Lombardia, Basilicata e Puglia, ma tutto potrebbe cambiare nei prossimi giorni con gli interventi del Governo: il tutto nel pieno di una campagna vaccinale tutt’altro che “rapida” e veloce e, soprattutto, alla vigilia di una crisi di Governo che potrebbe sconvolgere ancora ulteriormente le decisioni sul fronte emergenza Covid.

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