OGGI ZELENSKY INTERVIENE AL CONSIGLIO DI SICUREZZA ONU
Alle ore 16 in Italia è previsto oggi l’intervento di Volodymyr Zelensky al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: la riunione richiesta dalla Russia per presentare le prove del presunto non coinvolgimento nella strage di Bucha, vedrà intervenire il Presidente dell’Ucraina per perorare la causa di Kiev dopo la scoperta di almeno 400 cadaveri di civili per le strade e nelle stanze di tortura della cittadina alle porte di Kiev (occupata per un mese dall’esercito russo, ora fuggito verso il Sud e il Donbass).
Mosca prova a scagionarsi, Kiev passa al contrattacco: «Attualmente, nella sola Bucha, sono state uccise e torturate più di trecento persone. È probabile che l’elenco delle vittime sarà molto più ampio quando verrà ispezionata l’intera città. E questa è solo una città», ha spiegato ancora Zelensky nel canonico video notturno diffuso sui social, «Verrà il momento in cui ogni russo saprà tutta la verità su chi dei suoi concittadini ha ucciso. Chi ha dato ordini. Chi ha chiuso un occhio sugli omicidi. Stabiliremo tutto questo. E renderlo noto a livello mondiale. Ora è il 2022. E abbiamo molti più strumenti di quelli che hanno perseguito i nazisti dopo la seconda guerra mondiale».
ZELENSKY VS RUSSIA: “CRIMINI DI GUERRA NON SOLO A BUCHA”
In attesa delle parole in diretta dal Palazzo di Vetro – per il momento non prevista una diretta video streaming in quanto il Consiglio di Sicurezza è normalmente zona off limits per le telecamere – il Presidente ucraino Zelensky non cita solo Bucha come possibile teatro di sciagure e stragi contro i civili: «ci sono già informazioni che il numero delle vittime degli occupanti potrebbe essere ancora più alto a Borodyanka e in alcune altre città liberate». Il suo impegno, nel mostrare le varie prove all’Onu, «è identificare quanto prima tutte le persone coinvolte nell’esercito russo in questi crimini. E per punirle tutte in un lavoro congiunto con l’Unione Europea e le istituzioni internazionali, in particolare con la Corte penale internazionale».
Oltre a Bucha anche Borodyanka, Chernihiv e Sumy sarebbero i principali teatri di stragi avvenute nelle ultime settimane contro vittime civili: «Oggi le persone non vengono giustiziate», è il messaggio rivolto direttamente agli ufficiali militari russi nel video diffuso la scorsa notte, «Ma tutti i bugiardi in prima linea e i loro capi a Mosca dovrebbero ricordare: la fine della vostra vita sarà dietro le sbarre», conclude Zelensky. La posizione di Mosca è stata invece esposta ieri dal Ministro degli Esteri Sergei Lavrov, smentendo in toto le accuse partorite dall’Occidente: «le immagini sono una messinscena allestita dagli ucraini dopo il ritiro delle truppe russe il 30 marzo. I crimini dei nazionalisti ucraini vanno puniti». In realtà le immagini disponibili dal satellite “Maxar Technologies”, analizzate e mostrate dal “New York Times”, tenderebbero a smentire la versione russa della strage di Bucha: foto e video della metà di marzo mostrano «corpi abbandonati all’aperto nella città di Bucha», spiega Stephen Wood, portavoce di Maxar Technologies, al NYT. «Già il 9 e l’11 marzo si vedono i cadaveri», conclude l’analista mostrando le foto al mondo intero e sulle quali sarà poi il Consiglio di Sicurezza Onu a dirimere un giudizio finale in merito.
Satellite images refute Russia’s claim that the killing of civilians in Bucha, a suburb of Ukraine’s capital, occurred after its soldiers had left town, a New York Times analysis found. https://t.co/yTsRuItPuA
— The New York Times (@nytimes) April 5, 2022
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