Negoziati di pace Russia-Ucraina/ Guerra Donbass ritarda trattativa. Austria negozia

STALLO SUI NEGOZIATI: RUSSIA VS UCRAINA NEL DONBASS, PACE A RISCHIO

Se dopo il 29 marzo – con i negoziati di pace avvenuti in Turchia – le trattative tra Russia e Ucraina sembravano ben avviate, lo stallo di queste ultime due settimane porta di nuovo la clessidra della guerra al punto di inizio. Le posizioni di Kiev e Mosca sono sempre più lontane, esacerbate dai massacri sul campo – Bucha, Boroddyanka, Kramatorsk, Mariupol, con accuse e contraccuse da entrambe le parti – e dalla diplomazia internazionale che non decolla.

Ue-Usa-Uk con il round di sanzioni economiche al Cremlino stanno portando il livello di distanza tra Occidente e Russia ai massimi storici, il tema delle armi a Kiev così come le minacce di embargo a gas e petrolio aumentano ulteriormente lo scontro. Ma su tutto, quello che ora sembra allontanare i negoziati di pace, sono le posizioni tanto di Russia quanto dell’Ucraina di concentrare le forze nel Donbass per una sorta di «battaglia finale», citata tanto dal Cremlino quanto dal Presidente Zelensky. «Dopo le atrocità commesse a Bucha e l’attacco a Kramatorsk è estremamente difficile pensare a una ripresa dei negoziati con la Russia», ha sottolineato ieri il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, intervistato dalla Nbc. «E’ estremamente difficile anche pensare di sedersi con persone che commettono e trovano scuse per tutte queste atrocità e crimini di guerra, che hanno inflitto un danno così orrendo all’Ucraina». Kiev resta comunque disponibile al tavolo di colloquio con Mosca, «se sedersi con i russi mi aiuterà a prevenire anche un solo massacro, come quello a Bucha o un altro attacco a Kramatorsk, approfitterò di questa opportunità». Secondo quanto ha spiegato in esclusiva al “Sussidiario.net” Gianandrea Gaiani, direttore di AnalisiDifesa, al momento i russi «vogliono incassare il prezzo della loro ritirata da Kiev: o lo incassano sotto il profilo diplomatico, in termini di negoziato, o lo incasseranno in termini militari. E questa volta potrebbero non limitare la potenza di fuoco che hanno a disposizione. In tal caso temo che andremo incontro a una battaglia campale. Sarà una carneficina».

LE TRATTATIVE: AUSTRIA NEGOZIA CON PUTIN, KIEV SCETTICA

Alla proposta di Papa Francesco di attuare una tregua di Pasqua per arrivare al più presto alla pace non viene al momento considerata dalle due forze opposte, sebbene i contatti per lo sviluppo dei negoziati di pace non si siano del tutto fermati anche nelle scorse ore.

Secondo Zelensky serve comunque «una soluzione diplomatica nonostante le atrocità» e si arriva pure a pensare ad un potenziale colloquio diretto con Putin: ciò però, sottolinea con forza il consigliere presidenziale ucraino, Mykhailo Podolyak, alla Cnn «L’Ucraina è pronta per le grandi battaglie, deve vincerle, in particolare nel Donbass. E dopo avremo una posizione negoziale più solida che ci consentirà di dettare determinate condizioni. Dopodiché, i presidenti si incontreranno. Potrebbero passare due o tre settimane». Quando i negoziati internazionali sembrano al momento tutti “freezati”, una possibile svolta arriva dall’Austria con la visita (annunciata ieri a sorpresa) del cancelliere Nehammer al Cremlino da Vladimir Putin. Dall’inizio della guerra in Ucraina, il successore di Kurz sarà il primo leader europeo (sebbene fuori dalla Nato) ad incontrare lo “zar” russo: Nehammer andrà a Mosca, spiega il Governo austriaco, «dove cercherà di convincere Putin a fermare la guerra e a garantire dei corridoi umanitari in vista dell’attacco al Donbass». Si parlerà anche dei massacri visti a Bucha nel tavolo negoziale previsto alle ore 14, ma non solo: «La questione del gas è sul tavolo nel colloquio tra Putin e Nehammer», fa sapere il Cremlino nella mattina di lunedì. Kiev fa trapelare alle agenzie di non essere particolarmente ottimista del viaggio di Nehammer a Mosca: «non capiamo il senso di questa visita», spiega alla “Bild” una fonte ucraina. Di contro, il cancelliere austriaco replica alle polemiche sollevate sul suo viaggio in Russia: «La diplomazia telefonica da sola non basta, le visite personali sono necessarie e bisogna sfruttare la neutralità dell’Austria». Pare che il viaggio di Nehammer sia stato concordato con il cancelliere tedesco Scholz e la Presidente Ue Von der Leyen: questo riporta “La Repubblica” secondo l’inviata in Germania Tonia Mastrobuoni.

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