“Guerra? Papa Francesco si sgola come Tucidide”/ Liliana Cavani: “Vedo immoralità”

Liliana Cavani, regista, è intervenuta sulle colonne del “Corriere della Sera”, dove ha ripercorso la sua carriera e rivelato alcuni retroscena ad essa collegati. La donna approdò in Rai nel 1961 con il direttore generale Ettore Bernabei, il quale “a ogni mia inchiesta, tremava. La prima puntata di ‘La casa in Italia’ durava 50 minuti. L’ultima, a forza di tagli, 20”.

Tre le opere che Liliana Cavani ha dedicato a San Francesco d’Assisi: “Tutto nacque nel 1966 da un libro pubblicato 70 anni prima da un medievista protestante di Ginevra. Era all’Indice. Mi capitò in mano per caso. Meraviglioso. Ne parlai in Rai con Angelo Guglielmi. Si entusiasmò, ma aveva a disposizione solo 30 milioni di lire. Trovò un produttore, Leo Pescarolo, che voleva fare il suo primo film. Una troupe di sette persone e appena cinque settimane di lavoro”. Il rapporto di Cavani con la Fede si pensava fosse inesistente, invece lei ha asserito: “Non posso dire di essere atea. Vengo da una famiglia laicissima di Carpi, questa sì atea. Il nonno materno, un sindacalista socialista, chiamò i figli Libero e Libera. Però feci la prima comunione e la cresima. Nel 2005 fui chiamata in Vaticano a presentare ai cardinali l’enciclica d’esordio di Benedetto XVI, Deus caritas est”.

LILIANA CAVANI: “FUI TRA I FONDATORI DELL’ULIVO”

Nel prosieguo della sua chiacchierata con il “CorSera”, Liliana Cavani ha ricordato di essere stata fra i fondatori dell’Ulivo: “Il meglio della Dc cercammo di salvarlo. Sono legata alla figura di Odoardo Focherini, nato come me a Carpi. Salvò dalla deportazione 110 ebrei. Fu catturato dai nazifascisti. Morì nel lager di Hersbruck. Oggi è beato. Il suo nome figura fra i Giusti delle Nazioni nello Yad Vashem”.

Il suo rapporto con la morte? “Chimicamente, la morte non esiste, perché diventiamo un’altra cosa. L’abbiamo schiacciata, vilipesa. San Francesco la chiamò sorella e la accolse sorridendo, come un fatto logico”. A proposito del conflitto bellico attuale, Liliana Cavani ha precisato: “Vorrei essere a Kiev. Vedo qualcosa di terribile: l’immoralità. Tucidide, nel quinto secolo avanti Cristo, nella Guerra del Peloponneso scrive che gli dèi ce la faranno pagare. Rimane solo il Papa a sgolarsi, poveretto. San Francesco parlava di fraternitas nel 1200, la Rivoluzione francese di Fraternité. Il progresso mi ha deluso”.

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