CDM SU NUOVO DECRETO COVID E DPCM/ Misure Governo 7-15 gennaio: le ipotesi in bozza

CDM SU NUOVO DECRETO COVID E DPCM/ Misure Governo 7-15 gennaio: le ipotesi in bozza

Dalle ore 21 il Governo Conte è convocato nel Consiglio dei Ministri numero 88 sulle nuove misure anti-Covid che saranno in vigore dopo l’Epifania: il nuovo decreto legge anti-Covid – con valore dal 7 al 15 gennaio – viene presentato al Cdm con una bozza che lascia ancora aperte due sostanziali ipotesi di pacchetto-regole. In primis, il Governo si appresta a dividere l’Italia in zona gialla “rafforzata” (divieto di spostamento tra le regioni e la conferma della regola su visite con massimo 2 persone in case di amici/parenti) il 7 e 8 gennaio, 9-10 in zona arancione nazionale e dall’11 al 15 le aree dove saranno spostate le Regioni dopo il prossimo monitoraggio della cabina di regia previsto per venerdì prossimo; in secondo luogo, resta valida l’alternativa della zona arancione ininterrotta dal 7 al 15 gennaio.

In entrambe le ipotesi ancora sul tavolo del Governo, l’input principale rimane quello di confermare le regole anti-Covid del Dl Natale (specie sul divieto di spostamento tra Regioni) in vista del prossimo Dpcm che entrerà in vigore dal 15 gennaio in poi. «Nei giorni festivi e prefestivi compresi tra il 7 e il 15 gennaio 2021 – si legge nella bozza in mano all’Adnkronos – sull’intero territorio nazionale si applicano le misure di cui all’articolo 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020 (di fatto le misure della zona arancione, ndr) ma sono consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia»; sempre nel nuovo decreto Covid in via di approvazione nel Cdm di questa sera, il Governo scrive «Dal 7 al 15 gennaio 2021 è vietato nell’ambito del territorio nazionale, ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. E’ comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma».

CDM OGGI SUL DECRETO ANTI-COVID

Nel pieno di una crisi di Governo e all’inizio della più grande campagna vaccinale (già in ritardo, ndr) il tema delle chiusure dopo l’Epifania torna di strettissima attualità dopo il “cambio di passo” avvenuto negli ultimi due giorni dal Governo Conte: in serata è previsto – ma ancora non convocato ufficialmente – un Consiglio dei Ministri (il numero 88) che vari il nuovo decreto-legge anti-Covid utile a rinnovare le misure del precedente Decreto Natale, in attesa della scadenza del Dpcm (il 15 gennaio).

Il tempo stringe e nella riunione di ieri a Palazzo Chigi è emerso che una quadra ancora non c’è su diversi nodi irrisolti (scuola, trasporti, ristori, riaperture): per questo in rapida serie sono stati convocati Cts e Regioni, con un secondo round previsto oggi pomeriggio tanto sull’asse Conte-capidelegazione quanto sul fronte Stato-Regioni. Si era partiti con l’idea di una “ordinanza ponte” del Ministro Speranza per rinnovare alcune misure restrittive anche dopo l’Epifania (giorno di scadenza del Decreto Natale, ndr), ma nel corso delle ultime ore è emersa l’intenzione di un nuovo decreto legge ad hoc per “traghettare” dal 7 al 15 gennaio le regole e i divieti atti ad evitare una recrudescenza della pandemia.

I POSSIBILI TEMI DEL CDM N.88

«In queste ore si sta lavorando all’ordinanza che stabilirà la tabella di marcia per i prossimi giorni: la valutazione del colore da assegnare alle Regioni seguirà dunque parametri più restrittivi per limitare la diffusione del numero dei contagi», ha spiegato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri a “Mattino 5”, confermando la road map che porterà in serata con ogni probabilità il Cdm sul nuovo decreto legge anti-Covid. Dalle anticipazioni al momento emerse da fonti di Governo all’Ansa, si va verso misure “simili” a quelle del Dl Natale in attesa di un più corposo pacchetto di regole applicabili nel nuovo Dpcm dopo il 15 gennaio: dal 7 al 15 si valuta lo stop agli spostamenti tra le Regioni (divieto già in atto dallo scorso 21 dicembre e mai interrotto), per il quale necessita un decreto “ad hoc” che giustifichi la restrizione normativa. Altre misure riguardano ristoranti e bar solo da asporto nel prossimo weekend e ancora il divieto di ospitare più di due persone a casa, tra amici e parenti: l’ipotesi principale, oltre alla semplice “conferma” delle misure del Dl Natale slittate di un’altra settimana, riguarda il 7-8 gennaio la zona gialla, il 9-10 arancione e dall’11 al 15 le nuove colorazioni delle Regioni secondo il monitoraggio Iss in uscita il prossimo venerdì.

Come del resto già pre-annunciato alle Regioni nel vertice notturno di ieri, il Ministro Speranza rilancia «Stiamo facendo fare un approfondimento ai tecnici in modo da abbassare le soglie dell’Rt per accedere in zona rossa o arancione. Misura che incide sul modello della zonizzazione». Su questo fronte si è poi accesa la forte polemica sulla scuola, dato che diverse Regioni (Veneto, Friuli, Liguria e Campania) lamentano la riapertura al 50% dal 7 gennaio quando poi dopo solo due giorni potrebbero entrare in zona arancione o rossa, facendo dunque di nuovo chiudere tutto in Dad obbligatoria.

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