Tra storia e natura, a spasso fra i giganti dell’acqua

Acquedotto romano

A est di Roma, fra Palestrina e Tivoli, antichi acquedotti sorvegliano una valle di inestimabile valore. La rete Alleanza Prenestina si batte per la sua tutela e valorizzazione

Dal mensile di aprile. Con la luce calda del sole di primavera il nostro territorio invita a fare passeggiate sorprendenti, che sembrano condurci indietro nel tempo. È il caso dell’Agro Tiburtino Prenestino, a pochi minuti a est di Roma, fra Tivoli e Palestrina, dove profondi valloni, fiumi, felci e resti archeologici disegnano un percorso a saliscendi tra storia e natura. L’unicità del territorio, circondato dai comuni di Poli, Gallicano nel Lazio e San Gregorio da Sassola, è preservata da Alp, acronimo di Alleanza Prenestina, un cartello di 18 associazioni locali e non – fra cui Legambiente Tivoli, FederTrek, Brain community e Wwf – che nel 2019 si è unito a sette amministrazioni comunali e due comunità montane per realizzare un progetto collettivo. Protagonisti indiscussi, i “giganti dell’acqua”: venti ponti acquedotti imponenti e ben conservati, nascosti fra endemismi locali e specie vegetali tipiche delle zone umide, edificati circa duemila anni fa per trasportare l’acqua della Valle dell’Aniene. E che conservano ancoro intatto il loro fascino. 

L’area è stata meta prediletta dei Grand Tour (i viaggi dell’aristocrazia europea dal XVII al XIX secolo destinati a perfezionare il loro sapere e che spesso avevano come meta l’Italia, ndr) ed è una delle più generose della regione, con circa 250 sorgenti e montagne di natura carsica. In questo contesto di pregio, ancora poco conosciuto, Alp lavora localmente per chiedere l’istituzione di 2.000 ettari di aree protette, di un ente di gestione a tutela delle stesse e il riconoscimento ufficiale del “Cammino dei giganti dell’acqua”, parte di un più ampio percorso di 45 chilometri che congiungerà Palestrina a Tivoli, per valorizzare il territorio, garantire il coinvolgimento dei borghi e generare un indotto che sia anche volano economico sostenibile. 

Il più antico, l’Anio vetus, costruito intorno al 270 d.C., è uno degli otto acquedotti che viaggiavano paralleli ad spem veterem per portare l’acqua al centro dell’antica Roma (l’attuale Porta Maggiore). Il più alto, il Ponte Sant’Antonio (Anio novus), si alza di 31 metri rispetto al fondo della valle, permettendo così all’acqua di superare i profondi solchi scolpiti dal tempo e proseguire la sua corsa indisturbata verso il centro urbano. I valloni hanno microclimi caratteristici e restano le ultime vene verdi del territorio, ospiti di una ricca biodiversità da proteggere. 

Obiettivo comune

«L’Alp è partita dal basso – racconta Alessandra Conte, attivista e presidente dell’associazione – È stata fortemente voluta dalle amministrazioni locali e da tutti i cittadini che vogliono difendere un patrimonio storico e archeologico senza pari. Durante la pandemia abbiamo segnalato la criticità strutturale del Ponte Sant’Antonio, che ha necessità urgente di restauro. Il ministero della Cultura è intervenuto con una messa in sicurezza temporanea, ma bisogna fare di più». Tramite escursioni, incontri istituzionali ed eventi nelle scuole, l’associazione ha già presentato le proprie proposte, arrivando alla pubblicazione di un “Manifesto per l’area Prenestina” e alla firma della Carta di San Gregorio, che impegna i rappresentanti della Regione Lazio, gli enti territoriali e le associazioni locali ad aprire un tavolo permanente per la tutela e la valorizzazione ambientale dell’area. «Il cammino – prosegue Conte – è solo uno dei tanti strumenti che potremmo utilizzare per tessere fra loro territori uniti ma frammentati, che stanno soffrendo sempre più l’antropizzazione e l’aggressione alle periferie. Storicamente l’area ad est di Roma è stata ritenuta la vera e propria valvola di sfogo di scelte speculative e predatorie. Siamo convinti che si possa invece fare profitto sfruttando le ricchezze già disponibili». 

Consumo di suolo, cementificazione, urbanizzazione, spopolamento e degrado minacciano questo territorio unico. Insieme alle comunità locali, l’Alp persegue la battaglia per la futura Riserva naturale dell’Agro Tiburtino Prenestino e contro la discarica a Porta Neola, per cui sono state raccolte circa 6.000 adesioni alla petizione online. E anche quella contro la costruzione di una piattaforma logistica per l’e-commerce con svincoli autostradali nella Tenuta di Passerano a Gallicano nel Lazio, che genererebbe gravi problemi di natura idrogeologica. E ancora contro lo spostamento dei ripetitori di Guadagnolo, da svolgere in un sito diverso da quello ora individuato, parte del Cammino naturale dei Parchi e dell’Alta Via dei Monti Prenestini. 

Pensieri in cammino

«Quella in cui ci troviamo è una zona con una percentuale bassissima di aree protette – spiega Albino Lucarelli, membro di Alp – solo lo 0,2% del territorio rispetto a una media dell’11-13% nel resto del Lazio. Vogliamo valorizzare le bellezze naturali e storiche che ci sono e veder nascere le riserve che attendono da tempo la loro istituzione, come quella del Monte Pagliaro già indicato negli anni ’70 come territorio da proteggere. Crediamo che tutti i territori siano connessi e che dovrebbero essere gestiti in continuità, come un’unica grande riserva. Eppure – continua – ci siamo resi conto che le politiche degli ultimi anni hanno negato a questa zona un vero sviluppo sostenibile, per questo faremo un fronte compatto contro le pressioni degli interessi commerciali e dei grandi costruttori, che svantaggiano la società e i piccoli comuni». 

Alp Alleanza prenestina
Evento del 13 marzo 2022

L’Alleanza può contare sul sostegno dei cittadini, come dimostra il successo delle escursioni organizzate lungo il Cammino dei giganti dell’acqua (l’ultima il 13 marzo), convinti che il degrado ambientale generi anche degrado sociale. Il percorso si potrebbe unire ad altri cammini delle aree interne, come il Parco regionale dei Monti Lucretili, creando una rete capillare a testimonianza di una presenza fisica delle comunità nel territorio, segnale forte di unità e coesione. «Siamo consapevoli che le richieste ambientali siano molto più lente dei grandi progetti che danno benefici immediati e profitto non sostenibile. Ma guardiamo al futuro delle prossime generazioni, difendendo il valore della bellezza, camminando e pensando “con i piedi” – conclude Albino Lucarelli – abbiamo già lavorato con le comunità locali per avanzare le nostre proposte: ora la Regione, grazie anche ai fondi del Pnrr, si deve prendere la responsabilità di far atterrare le richieste sui territori». 

Per rendere più forte il messaggio delle amministrazioni locali, Alp organizza una grande manifestazione per immaginare un percorso comune fra Roma e i territori limitrofi. Un momento di festa e un segnale a chi siede ai tavoli decisionali. Non prendete impegni, siamo tutti invitati.

 

Per saperne di più:

Pagina Facebook Alp Alleanza Prenestina

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