Una lunga telefonata tra Vladimir Putin ed Emmanuel Macron si è tenuta a partire dalle 12 di oggi, martedì 3 maggio 2022. Non si tratta di un unicum nella storia recente, ma è comunque il primo colloquio telefonico tra il leader russo e il presidente francese dopo la riconferma di quest’ultimo all’Eliseo. Più di due ore di conversazione, come riferito dall’agenzia “Ria Novosti” (che cita, a sua volta, la televisione transalpina, ndr), nelle quali Putin ha riferito a Macron che, al momento, la Russia è “ancora aperta al dialogo” con l’Ucraina. Su quest’ultimo virgolettato vi è totale certezza, considerato che è stato proprio il Cremlino a farlo trapelare di sua sponte.
Peraltro, come accennavamo poc’anzi, l’ultima telefonata tra Putin e Macron risaliva al 29 marzo, mentre soltanto nella giornata di sabato quest’ultimo aveva contattato il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky, promettendogli l’invio di ulteriori aiuti. I rapporti tra Macron e Putin sono per giunta saldi da e nel tempo, come testimonia il fatto che già alcuni mesi fa il numero uno dell’Eliseo, in qualità anche di presidente di turno del semestre europeo, prima dell’inizio del conflitto si fosse recato a Mosca nel tentativo di scongiurare la guerra.
TELEFONATA PUTIN MACRON. IL PRESIDENTE FRANCESE: “NON SMETTERÒ DI PARLARE CON VLADIMIR”
Peraltro, proprio in questi giorni a un quotidiano francese Macron aveva detto che avrebbe ancora dialogato con Putin e la telefonata di oggi conferma la veridicità delle sue affermazioni: “È mio dovere parlare con lui, ne abbiamo bisogno. Non smetterò di farlo”, aveva detto a suo tempo.
Per ciò che concerne invece gli accadimenti sotto il profilo bellico, con lo scontro che si sta combattendo in Ucraina in maniera ininterrotta da oltre 2 mesi (era il 24 febbraio quando i russi invasero i loro “vicini”, ndr), a Mariupol si sta tentando di liberare i civili attraverso i corridoi umanitari, ma purtroppo giungono notizie di 11 autobus di cui si sono perse le tracce. L’agenzia russa Tass dice inoltre che Putin ha siglato un decreto con le misure russe in risposta alle sanzioni.
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