NEGOZIATI DI PACE UCRAINA-RUSSIA/ Putin: “no telefonata a 3 con Erdogan e Zelensky”

NEGOZIATI DI PACE UCRAINA-RUSSIA/ Putin: “no telefonata a 3 con Erdogan e Zelensky”

RUSSIA SMENTISCE COLLOQUIO A 3 CON UCRAINA E TURCHIA. MA ERDOGAN RILANCIA

Come già anticipato stamane, la conversazione telefonica tra il Presidente russo, Vladimir Putin, e l’omologo turco, Recep Tayyip Erdogan oggi si svolgerà in formato bilaterale: non è però prevista, con il Cremlino che smentisce in toto la propria volontà nel concederla, la partecipazione del leader di Kiev Vladimir Zelensky.

Lo ha spiegato Mosca dopo che il capo di Stato ucraino si era detto disponibile a unirsi al colloquio, qualora Putin avesse accettato: «Il formato è bilaterale», ha dichiarato il portavoce di Putin Dmitri Peskov quando la stampa gli ha chiesto di chiarire se la telefonata sarebbe stata effettivamente a tre. Questo non esclude che nelle prossime settimane possano esserci reali contatti tra le differenti delegazioni: «siamo pronti a ospitare un incontro tra Kiev, Mosca e Onu a Istanbul», ha fatto sapere il leader turco Erdogan prima di telefonare l’omologo russo. «L’ultima parola nel negoziato con la Russia spetta al Paese aggredito e non a Paesi terzi che decidono sulla pelle del Paese aggredito», lo ha detto il commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni intervenendo all’Associazione stampa estera oggi a Roma. «Sarà soprattutto il Paese aggredito a decidere la situazione in cui sarà possibile porre fine alle ostilità. Che non vuol dire che le cose torneranno come prima, servirà lavorarci ma onestamente siamo ancora lontani», ha concluso l’ex Premier Pd. Nel frattempo, prima dell’inizio Consiglio Europeo Straordinario a Bruxelles si è tenuto un trilaterale tra il premier Mario Draghi, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

TURCHIA “RIAVVIA” I NEGOZIATI DI PACE TRA RUSSIA E UCRAINA: LA SITUAZIONE

«Il Presidente Volodymyr Zelensky sta valutando la proposta per tenere colloqui telefonici a tre con i leader di Russia e Turchia, se il presidente della Russia è pronto a partecipare»: lo ha annunciato il portavoce del Presidente di Kiev, Sergiy Nikiforov, confermando l’avvio di possibili negoziati di pace “diretti” tra Ucraina e Russia nelle prossime settimane.

Nasce tutto dall’iniziativa della Turchia con il Presidente Erdogan che ieri ha annunciato la telefonata per lunedì odierna tanto al Presidente ucraino quanto a quello russo: «Sogniamo che questa guerra tra Russia e Ucraina finisca in pace il prima possibile, ma sembra che ogni giorno gli eventi si stiano sviluppando in modo più negativoLunedì avrò telefonate sia con il presidente della Russia che con il presidente dell’Ucraina. Continueremo a sollecitare le parti a utilizzare canali di dialogo e diplomazia». Allo stesso tempo, va aggiunto, la delegazione dell’Ucraina fa sapere che il colloquio in giornata tra Erdogan e i due leader di Mosca e Kiev avverrà in formato «bilaterale» e dunque non vi sarà per il momento un confronto diretto tra Zelensky e Putin. Di certo però, l’evoluzione di questi ultimi giorni sul fronte negoziale – l’apertura di Putin a trattare sul grano e la nuova proposta di trattative lanciata dalla Turchia – potrebbe avere delle conseguenze importanti nei prossimi giorni/settimane.

OCCIDENTE DIVISO SUI NEGOZIATI CON LA RUSSIA: UK CON USA, “SONO UNA TRAPPOLA”

Mentre da giorni Italia, Francia e Germania – assieme alla Turchia – hanno riattivato i canali di dialogo con il Cremlino, per provare a condurre negoziati di pace urgenti, una parte dell’Occidente vede con diffidenza la ripresa delle trattative con Putin e Lavrov.

«Putin deve perdere in Ucraina», ha detto ancora ieri il Premier Uk Boris Johnson, schieratosi molto più con gli Stati Uniti che non la linea forte dell’Unione Europea. Secondo i report del Ministero della Difesa di Londra, vi è il rischio di una «trappola negoziale della Russia» per i Paesi Europei che hanno ripreso i contatti con Putin. Con il Regno Unito anche parte dei Paesi dell’Est Europa tutt’altro che “russofili”, come i Paesi Baltici: «Sembra che alcuni leader occidentali vogliano farsi umiliare, oltre a essere totalmente disconnessi dalla realtà», attacca il vicepremier della Lettonia, Artis Pabriks. Se si aggiunge la spaccatura ancora non ricucita sull’embargo al petrolio russo come sesto pacchetto di sanzioni Ue, ecco che in Europa occorrerà guardare con attenzione l’evoluzione di eventuali negoziati di pace in Ucraina.

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