L’account Twitter del quotidiano “Libero” risulta bloccato dalla serata di lunedì 11 gennaio 2021, o meglio, “temporaneamente limitato”. Come spiegato dal social network a chiunque provi a raggiungere il profilo della testata giornalistica, la decisione è legata al fatto che “l’account in questione ha eseguito delle attività sospette”, senza meglio precisare quali possano essere. Subito Giovanni Sallusti, una delle firme di Libero, ha twittato il suo disappunto: “La mannaia del Soviet postmoderno si abbatte su Libero. A maggior ragione sono fiero di scriverci, e domani ci sarà una mia analisi proprio sul neototalitarismo digitale. Comprate una copia di Libero, non per il mio trascurabile pezzo, ma come atto di libertà”. Intanto, dalla redazione del quotidiano parlano di una decisione “ancora incomprensibile: al momento, infatti, dai responsabili dei social media non è arrivata nessuna motivazione” e si fanno strada due ipotesi. Quali? “La prima: errore tecnico, un banale anche se dannoso inconveniente. La seconda: un ‘ban’, sia pure temporaneo, sul modello di quello clamoroso stabilito contro il presidente americano uscente Donald Trump“.
LIBERO BLOCCATO SU TWITTER: LE REAZIONI
La notizia del blocco temporaneo dell’account Twitter di Libero ha diviso il popolo del web: una parte degli utenti sta letteralmente festeggiando, e, mutuando le parole pubblicate proprio dal quotidiano sulle sue colonne, sta “sbeffeggiando Libero e i suoi giornalisti (una delle formule più usate è 2021 anno della speranza: auguri)”. Tuttavia, a fare da contraltare vi è la solidarietà della politica italiana, schieratasi a sostegno della libertà di informazione in primis con Matteo Salvini e, a stretto giro di posta, con Giorgia Meloni: “Voltaire reinterpretato dalla Sinistra dei giorni nostri – scrive la leader di Fratelli d’Italia –. Non sono d’accordo con quello che dici e combatterò fino a farti sparire perché tu non possa dirlo”. Anche il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, esterna la propria riflessione: “La libertà di manifestare il proprio pensiero e la libertà di stampa sono valori non negoziabili e che mai, in uno stato democratico e di diritto, possono essere messi in discussione”. Infine, Giusi Fasano, de “Il Corriere della Sera”: “Decidetevi… Se Charlie Ebdo va bene perché è satira e la satira deve essere libera, poi non potete gioire se Twitter sospende Libero”.
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