«Annuncio le dimissioni di Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto», apre col botto la conferenza stampa di Matteo Renzi alla Camera, invertendo la narrazione che si stava profilando circa una possibile frattura “ricucita” rispetto alla crisi. E invece Renzi punta dritto contro il Governo: «proprio perché c’è la pandemia occorre rispettare le regole democratiche, e così non è stato fatto. Noi non giochiamo con le istituzioni, non è un reality show ma si affrontano i problemi nelle sedi delle istituzioni». Renzi dunque annuncia, ribadendo la fiducia incrollabile nel Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, «pensiamo che si debbano affrontare i tre punti cardine che le Ministre hanno posto, nella gestione della pandemia purtroppo non sono state affrontate con democrazia da questo Governo. La crisi aperta da mesi ma non da Italia Viva».
Le tre questioni poste da Renzi a Conte partono dal metodo: «i pieni poteri a Salvini non li volevano dare, non consentiamo che ora siano dati a Conte. Facciamo nostra la lettera del Presidente emerito della Consulta Sabino Cassese sulle forme della democrazia, con il Premier a reti unificate che ha disatteso queste forme». Italia Viva accusa Palazzo Chigi di non rispettare la forma democratica delle istituzioni, citando diversi precedenti come la Manovra, i Dpcm, il rientro degli italiani rapiti dall’estero e tanti altri punti: «per noi la democrazia non è il reality show». Il secondo punto è il merito: «rispondere alla pandemia significa affrontare davvero i problemi, ma non è stato fatto». Il terzo e ultimo punto è il Recovery Plan: «si sono fatti passi avanti importanti, meno bonus e più investimenti. Ma rimane un grande problema: non viene preso il MES e questo è inaccettabile essendo noi in emergenza, non prenderli per motivi ideologici è da irresponsabile perché si portano le ideologie contro la realtà». Italia Viva voterà su scostamento di bilancio, sulle misure anti-Covid e sul Decreto Ristori «indipendentemente al Governo che ci sarà. Non siamo come gli altri, noi non rimaniamo attaccati alle poltrone come gli altri».
SI RICUCE LO STRAPPO?
La crisi di Governo sembrava praticamente aperta fino al primo pomeriggio di oggi quando il Presidente del Consiglio è salito a sorpresa al Quirinale per un “incontro interlocutorio”: e così la conferenza stampa di Matteo Renzi con la delegazione di Italia Viva assume ancora più centralità con l’intero Parlamento appeso ad un filo per capire se il Governo cadrà questa sera oppure no. «Spero non si arrivi alla crisi. Avanti solo con tutte le forze di maggioranza. Spero Italia Viva non ritiri le Ministre» ha spiegato Conte fuori dal Colle, con diversi retroscena che riportano dell’intenzione di Mattarella di far concludere al più presto «la situazione di incertezza del Paese».
Tradotto, niente ipotesi “responsabili” in Senato ma la possibilità di ricucire con Italia Viva per un «nuovo patto di legislatura», come ribadito anche dallo stesso Premier uscendo dal Quirinale. Nella tarda mattinata di oggi erano emerse da Palazzo Chigi parole di aperture su fonti di Governo, «spiraglio fra Conte e Renzi» ma era stata Italia Viva a rispondere seccamente con un autorevole esponente renziano all’Adnkronos «Si sono scordati di avvisarci. Spiraglio? Lo ha detto Casalino…». Parola ora ai fatti, ovvero alla conferenza stampa di Italia Viva a breve in diretta video su Twitter e Facebook.
I “TEMPI” DELLA CRISI
Alle ore 17.30 Matteo Renzi insieme a Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto (ovvero la delegazione di Italia Viva al Governo) si presenteranno in conferenza stampa con diretta video streaming su Facebook (pagine di Renzi e IV) per annunciare la fine dell’esperienza nel Governo Conte-2. Salvo colpi di scena ulteriori, il divorzio sembra ormai conclamato vedendo sia l’intervista di ieri a Cartabianca dell’ex premier (che ha parlato di “Governo Conte-Mastella pronto ad essere annunciato”, facendo riferimento al manipolo di responsabili che sostituirebbe i renziani al Senato) che la guerra totale in Cdm stanotte sul Recovery Plan.
«Il premier avrebbe già l’accordo, i numeri per il nuovo esecutivo», ha spiegato ieri Renzi in tv, ribadendo che ogni possibilità di rimpasto o “Conte-ter” è da escludere «Non so se prima si recherà al Quirinale, comunque quando avrà dei nuovi ministri farà il passaggio parlamentare». Per Maria Elena Boschi, ospite ieri a “Porta a Porta”, comunque non si andrà a Elezioni e non ci sarà un Governo tra Italia Viva e Centrodestra: «non esiste». Ma allora a cosa pensa Renzi dopo l’uscita dalla maggioranza? Le ipotesi sono diverse, con la richiesta di passo indietro avvenuta ancora stamane da Pd e Di Maio: «La crisi si è aperta quando con un colpo di mano si è tentato di inserire una norma sulla governance del Recovery mai condivisa. Ad aprirla non siamo stati noi ma chi ha tentato quella forzatura, chi in questi mesi ha scelto di lasciare irrisolti tutti i nodi sul tavolo, al punto tale da farli marcire», spiega la Ministra Bellanova a “La Stampa”, lanciando il “de profundis” del Governo giallorosso «A me non pare così normale trovarsi sempre di fronte muri di gomma. Le nostre decisioni saranno conseguenti e le preciseremo nella conferenza stampa di domani», ovvero oggi. I renziani approveranno sia il Dpcm di stasera che lo scostamento di bilancio nei due Consigli dei Ministri in vista nelle prossime ore, ma verrà meno l’appoggio totale sul resto dell’agenda politica.
CONFERENZA STAMPA DI ITALIA VIVA: SI APRE LA CRISI
Il “D-day” del Governo pare essere arrivato: nella conferenza stampa programmata da Italia Viva nel pomeriggio (diretta video streaming su Facebook, al termine delle votazioni in Parlamento sulle Comunicazioni del Ministro Speranza) Matteo Renzi dovrebbe annunciare l’uscita ufficiale dal Governo. Dopo il via libera del Recovery Plan ‘blindato’ in Consiglio dei Ministri ieri sera, la tregua sembra essere destinata solo per i provvedimenti Covid (Dpcm, proroga stato d’emergenza) e indennizzi economici (scostamento di bilancio e Dl Ristori 5) ma già si pensa a cosa potrà succedere dopo la più che probabile uscita di scena dei renziani dalla maggioranza. Teresa Bellanova (Ministra dell’Agricoltura), Elena Bonetti (Ministra della Famiglia e Pari Opportunità) e Ivan Scalfarotto (Sottosegretario agli Esteri) più una mini-pattuglia di responsabili di commissione e capogruppo e soprattutto 18 senatori a Palazzo Madama: queste le “forze” di Italia Viva che si dicono pronte ad abbandonare la maggioranza aprendo così formalmente la crisi di Governo del Conte-bis.
RENZIA LASCIA: COSA SUCCEDE AL GOVERNO
In principio fu il Recovery Fund e la bozza tutt’altro che piaciuta ai renziani: poi è però l’intera programmazione dell’uscita del Paese dalla crisi ad aver convinto Renzi a “staccare la spina”. Salvo clamorosi colpi di scena in queste ultime ore, la conferenza stampa del leader di Italia Viva dovrebbe appunto confermare le dimissioni delle proprie Ministre e l’ingresso nella “selva” della crisi di Governo con una sfida chiara al Capo del Governo: «Evidentemente Conte ha trovato i ‘Responsabili’. Vorrà dire che sarò all’opposizione e che farò un’opposizione diversa da Salvini e Meloni», ha spiegato ieri sera al Senato Matteo Renzi, ribadendo «Non volevo far fuori Conte, sono io che mi sono fatto fuori da questo governo, sullo spreco di denaro pubblico non ci metto la faccia».
Secondo l’ex Premier, Conte dovrebbe sostituire le Ministre di Italia Viva che si dimetteranno «poi andrà alle Camere per chiedere la fiducia. Non so se prima si recherà al Quirinale, comunque quando avrà dei nuovi ministri farà il passaggio parlamentare». La goccia che ha fatto traboccare il vaso renziano è stato il “messaggino” di Rocco Casalino giunto ieri alle agenzie con scritto «Se Italia Viva si sfila non entra in nuovo governo». La “conta” in Aula a questo punto diventa più che probabile, con l’impossibilità di un “Conte-ter” che a questo punto sembra conclamata: le ipotesi restano però diverse, dal “Governo tecnico” con via libera del Quirinale voluto da Renzi, fino ad un’altra maggioranza senza Italia Viva ma con almeno altri 18 “responsabili” scovati in Senato. Le Elezioni sembrano al momento escluse da tutte le forze della ormai ex maggioranza, anche se non si possono escludere specie perché l’Italia non può permettersi una crisi “al buio” senza un accordo chiaro in Parlamento per il nuovo Governo post-Conte. Forse già da questa conferenza stampa si potrà quantomeno capire che direzione prenderà questa bizzarra e non conclusa crisi di Governo.
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