
ULTIME NOTIZIE SULLA CRISI DI GOVERNO: CAOS M5S, ASSE CENTRODESTRA
Nel quarto giorno della crisi di Governo, Mario Draghi è volato in Algeria per la missione sul gas in vista dell’autunno-inverno potenzialmente più difficile della storia italiana: lo stesso autunno-inverno che si aprirà davanti con un Governo ancora tutto da “disegnare” e che al momento non vede uno scenario univoco e “semplice”. Dopo le dimissioni “congelate” da Mattarella, la politica italiana guarda con fervore alle mosse di Palazzo Chigi e, contemporaneamente, all’Assemblea ormai “permanente” del M5s sempre più spaccata sulla linea dura di Giuseppe Conte. Non sono poche le forze grilline pronte a votare la fiducia a Draghi sulle Comunicazioni che avverranno mercoledì 20 luglio in Parlamento, anche se ciò potrebbe non bastare per convincere il Premier dimissionario a fare marcia indietro e accettare di concludere gli 8 mesi di Legislatura ancora davanti.
Secondo fonti dell’ANSA a Palazzo Chigi, l’entourage attorno a Draghi si dice abbastanza convinto che «non vi siano ad oggi le condizioni per continuare con il governo Draghi»: il Colle però sarebbe stato perentorio nell’escludere il più possibile l’ipotesi del voto anticipato in ottobre per evitare rischi su Manovra, crisi gas e inflazione, i tre temi chiave dei prossimi mesi. Ieri dall’incontro tra Salvini e Berlusconi è uscita con chiarezza l’indicazione del Centrodestra di Governo contro ogni possibilità che ammetta di nuovo il M5s in maggioranza: si è parlato di «mai più col M5s» mentre non è stato citato il Pd, ergo le Elezioni restano l’opzione A per Lega-FI ma potrebbero anche convergere sul Draghi-bis qualora i 5Stelle non vi siano e dunque il peso maggiore all’interno della nuova maggioranza sarebbe del Centrodestra. Il Pd, da par suo, tenta di convincere l’ala governista M5s a strappare contro Giuseppe Conte e votare comunque la fiducia al Governo, temendo il voto anticipato che avverrebbe con ben poche possibilità all’interno di una coalizione da “campo largo” sognata fino all’altro ieri dal Segretario Enrico Letta.
CRISI DI GOVERNO, I TRE POSSIBILI SCENARI DOPO MERCOLEDÌ
Al “Corriere della Sera” il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha provato a fare un “sunto” della crisi di Governo in atto ipotizzando gli scenari possibili sul campo: «Draghi bis o voto, Conte è un incapace». Secondo l’ex Premier infatti, il bis si può fare anche domani «se Draghi vuole farlo, alle condizioni che dice Draghi. La scissione di D’Incà, ammesso che ci sia, è poco meno che folklore (…) Io sono per il Draghi bis con un sussulto di decisionismo e responsabilità da parte del premier. Ma se lui non se la sente – e mi dispiacerebbe molto – si vada subito al voto. Immediatamente. Il 25 settembre, il 2 ottobre, subito. Basta con questa sceneggiata, indecorosa. O Draghi bis o voto». Gli scenari possibili sarebbero in realtà 3 al momento, anche se uno con molte più possibilità degli altri due: ad analizzare queste diverse strade ci ha pensato l’editoriale di Anselmo Del Duca oggi sul “Sussidiario”, mostrando i vari dettagli sulle possibili dimissioni confermate di Mario Draghi mercoledì in Parlamento.
1-Elezioni anticipate
Dopo le Comunicazioni a Camera e Senato, Draghi realizza che non vi sia lo spazio per continuare ulteriormente l’esperienza di Governo, registra le liti tra le forze politiche e si presenta al Colle per dimissioni irrevocabili. Scrive Del Duca sul “Sussidiario”: «la fine della legislatura e lo scioglimento anticipato delle Camere, rimane al momento il più probabile. Si voterebbe fra fine settembre e inizio ottobre, e questa ipotesi sarebbe anche la più lineare, soprattutto se Draghi rimanesse a gestire gli affari correnti». Si andrebbe quasi certamente all’esercizio provvisorio di bilancio per la mancanza di una Manovra in tempi tecnici (entro dicembre 2022), il che potrebbe aprire ulteriori problemi al futuro prossimo dell’economia italiana.
2-Draghi bis
È l’opzione dei centristi, di Forza Italia e in parte anche del Pd: «questa ipotesi aprirebbe alla possibilità di un bis dove di fatto il ruolo di Conte e dei 5 Stelle viene assorbito da Di Maio e dai suoi transfughi. Presuppone nelle prossime ore una ulteriore emorragia dalla galassia grillina e soprattutto che Draghi vi trovi elementi sufficienti per rimangiarsi quella frase netta e ripetuta più volte: “senza M5s non c’è nessuna maggioranza”».
3-Governo di Centrosinistra
È l’opzione più politicamente spericolata, ovvero con una riedizione del Conte-bis in termini di forze elettorali: Pd, Sinistre, Centristi, Di Maio e le diverse anime del M5s. Al netto del fatto che dovrebbero trovare un accordo tra di loro dopo le consultazioni al Colle, il problema in questo modo per le stesse forze del Centrosinistra è che con Lega-FI-FdI all’opposizione quasi certamente il consenso del Centrodestra crescerebbe a tal punto che nelle Elezioni di Primavera 2023 la vittoria sarebbe quasi scontata.
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