Giorni roventi per la crisi di Governo. In queste ore il premier Giuseppe Conte sta preparando le comunicazioni al Parlamento della prossima settimana e prosegue la caccia ai “responsabili”, guidati da Clemente Mastella. Il ritiro dei ministri di Italia Viva ha causato la rottura tra l’attuale maggioranza e Italia Viva, Matteo Renzi ha annunciato che il suo partito potrebbe astenersi in caso di “conta” in Aula.
Ma Andrea Orlando lascia ancora una porticina aperta. Intervenuto ai microfoni di Repubblica, l’esponente Pd ha spiegato: «Le parole non bastano e mi pare che i margini siano pressoché esauriti. Iv deve prima spiegare i motivi della rottura, riconoscere l’errore politico e offrire garanzie che evitino recrudescenze». Il vicesegretario dem si è poi rivolto al premier, invocando un nuovo patto di legislatura: «É evidente che si può evitare la crisi avendo un numero in più, ma non pensare di governare. Perciò il tema che si porrà un minuto dopo la fiducia, se ci sarà, è consolidare la maggioranza, siglare un nuovo patto di legislatura e lavorare alla ricostruzione di un campo con le forze che hanno dato segnali ma che non si sono ancora sentite di fare questo passo, pur volendo prendere le distanze dalla destra sovranista».
CRISI DI GOVERNO, NUOVA RIUNIONE DEL CENTRODESTRA
L’evoluzione della crisi di Governo resta ancora tutta da scrivere. Se parte del Pd sembra disponibile a trattare con Renzi, il Movimento 5 Stelle non ha intenzione di riaprire le porte al senatore di Rignano. Sarà un weekend decisivo sotto gli occhi di Sergio Mattarella: come sottolinea Repubblica, il capo dello Stato continua a chiedere numeri sicuri ed una maggioranza omogenea. Condizioni che al momento non ci sono.
Il Centrodestra non resta a guardare. Salvini e Meloni continuano a invocare il ritorno alle urne e nelle prossime ore è previsto un vertice in video collegamento tra i leader della coalizione. Intervenuto a Titolo Quinto, il leader della Lega ha precisato sul possibile asse con Iv: «Ho sentito che Renzi dice “non voglio fare un governo con Salvini”. Non si ponga il problema: il dubbio di fare un esecutivo con lui non mi sfiora».
Il mondo scientifico ha espresso grande preoccupazione per questa crisi di Governo e, dopo l’affondo di Massimo Galli, registriamo la presa di posizione di Agostino Miozzo: «Siamo in battaglia, ma in guerra il comandante in capo non accetterebbe mai di vedere uno dei suoi generali con posizioni differenti da quella che è la strategia decisa. Io sono molto preoccupato di fronte all’incertezza politica di questo momento», le parole del coordinatore del Cts al Gr1.
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