Crisi di Governo, diretta e scenari/ Caos costruttori: Renzi “Conte non ha i numeri”

Crisi di Governo, diretta e scenari/ Caos costruttori: Renzi “Conte non ha i numeri”

Domani alla Camera alle ore 12, martedì ore 9.30 al Senato: in due passaggi parlamentari potrebbe confermarsi o chiudersi per sempre l’esperienza del Governo Conte in questa funestata e ancora lunga legislatura: la crisi aperta da Matteo Renzi ormai mercoledì scorso, con le dimissioni delle due ministre di Italia Viva Teresa Bellanova e Elena Bonetti vive da ore un intricato gioco di “scacchi” tra le forze di Governo, l’opposizione e il presunto gruppo di “responsabili” (definiti dai giallorossi “Costruttori”) che potrebbe votare la fiducia al Presidente del Consiglio dopo le sue Comunicazioni in Parlamento domani e martedì.

Da ieri sera però quello che sembrava un quasi certo Conte-ter con l’ingresso delle “truppe” di Mastella, Udc e Gruppo Misto (al Senato) si è inceppato improvvisamente: l’Udc si è sfilata ufficialmentenon saremo tra i costruttori di Conte») e anche Clemente Mastella non sembra più convinto di dare l’appoggio al Governo nel momento in cui sarebbe stata negata la poltrona di Ministra della Famiglia alla moglie senatrice Sandra Lonardo (retroscena giunto sulle agenzie e su Dagospia ieri sera, ndr). «Non hanno i numeri, stiamo uniti», ha spiegato Renzi ai suoi secondo quanto appreso da Adnkronos.

IL NODO COSTRUTTORI: COSA SUCCEDE

Torna infatti l’incubo dei numeri al Senato per il Premier Conte, ora non così sicuro di trovare una solida maggioranza “alternativa” ai 18 senatori di Italia Viva: per questo motivo anche nel Partito Democratico, dove pure resta ferma la condanna politica per la mossa di Renzi di aprire la crisi di Governo, si apre uno spiraglio per ricomporre i cocci della maggioranza. Per il leader di Italia Viva però, intervenuto ieri sera nell’assemblea dei parlamentari renziani, non è questo il momento di cedere: «Noi siamo sui contenuti e ogni giorno che passa diventa più chiaro che la verità vince sulle veline del Palazzo. Al Senato i 18 senatori saranno decisivi visto che la maggioranza al momento e tra 150 e 152. Non rispondiamo alle provocazioni e lavoriamo sui contenuti».

Aggiunge ulteriore “benzina” sul fuoco l’ex Ministra Bellanova che ieri al Tg4 ha spiegato come non vi siano costruttori possibili per Conte, se non un nuovo patto con Italia Viva al centro: «E’ arrivato il momento, fermarsi un attimo e riprendere il lavoro dove è stato interrotto. Bisogna ricostruire le condizioni per darsi un programma che risponda ai problemi del Paese. Si cercano i numeri ma i numeri non ci sono […] Se non c’è tutto questo è davvero una politica, non della prima Repubblica, ma una politica degenere, una politica che distrugge risorse e passioni». Dal M5s, Di Battista spinge per raggruppare quanti più “responsabili” possibili per «cacciare definitivamente Renzi dalla politica» mentre dal Pd la voce ufficiale arriva con una nota, «Ora per garantire una piena trasparenza si vada nelle sedi appropriate, quelle parlamentari, dove tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità per salvaguardare gli interessi del Paese». Conte nel frattempo prepara il discorso per la fiducia, conscio che se le carte dovessero rimanere incerte la possibilità di dimissioni al Colle prima di andare in Parlamento potrebbe non essere più così remota.

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