Progetto Ecco, nasce a Palermo il Ri-Hub della rigenerazione

Una collaborazione tra realtà locali per recuperare apparecchiature elettroniche. La partecipazione è aperta a tutti

Nella città di Palermo, nell’area sud ovest della città, è presente uno dei due principali stabilimenti di archeologia industriale: i cantieri della Zisa, attualmente spazio rigenerato e messo a disposizione della cittadinanza.
Storicamente questo luogo, nato nel 1902 dall’ingegnere ferroviario Victor Ducrot come società di produzione industriale, fu tra le prime realtà in Europa del settore mobiliare. Ad oggi questo grande stabilimento viene utilizzato come spazio espositivo per eventi teatrali, musicali, cinematografici e iniziative culturali, corsi di lingue straniere. L’area ospita diverse realtà come: la biblioteca, la scuola di cinema, il centro internazionale di fotografia diretto da Letizia Battaglia e dal 2019 risiede anche uno dei 15 ri-hub presenti su tutto il territorio nazionale del progetto ECCO – Economie Circolari di COmunità.

Il Ri-Hub che rigenera computer

Il ri-hub diretto da Vanessa Rosano ha come impegno la rigenerazione di apparecchiature elettroniche, i cosiddetti RAEE e lo fa attraverso una serie di incontri di formazione (Ri-lab), dedicati a persone di tutte le età anche a chi in questo periodo vive un periodo di fragilità. Questi appuntamenti si svolgono in collaborazione con altre realtà presenti sia sul territorio nazionale come la Cooperativa di impresa sociale Reware, che a livello locale con Fablab, Associazione di Promozione Sociale anch’esse specializzate nella rigenerazione di queste apparecchiature. Pierpaolo Di Benedetto, collaboratore di Fablab racconta: “Questi computer vengono recuperati tramite l’intercettazione di aziende e amministrazioni che, dopo un utilizzo di pochi anni, decidono di cambiare interamente il loro parco computer destinando al macero apparecchiature ancora in ottime condizioni”.

Vanessa Rosano descrive: “L’azione di recupero e rigenerazione di computer è un supporto alle realtà scolastiche e a tutte le persone che hanno necessità di acquistare un nuovo computer a un prezzo molto più contenuto.”
La pandemia ha reso la fruizione di questi spazi più complicata, ma il Ri-hub di Palermo non ha smesso di progettare le sue attività, ma le ha da subito spostate online sulle diverse piattaforme e promuovendo la comunicazione sui canali social.
Rosano inoltre aggiunge che: “In un momento così particolare lo strumento di mappatura territoriale, previsto e suggerito dal progetto ECCO, ci ha permesso di scoprire nuove realtà con cui collaborare. Insieme a tutto il team del Ri-hub abbiamo pensato di trasformare questo momento di impossibilità fisica in un’opportunità relazionale. Sono diverse le progettualità che stanno nascendo e non vediamo l’ora di poter portare le nostre azioni su campo.”

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