Democrazia e colpi di tacco

 

Il graphic novel su Socrates, il giocatore che sfidò la dittatura, è l’occasione per dialogare con il giornalista sportivo Darwin Pastorin di calcio, letteratura e politica. A poche settimane dalle elezioni nel “suo” Brasile

Il fumetto che presentiamo in questo numero, a poche settimane dal voto che potrebbe riportare Lula al potere in Brasile dopo l’incubo Bolsonaro, racconta la storia di un calciatore: Socrates (1954-2011). Un personaggio straordinario che negli anni ’80 trasformò il Corinthians in una comune autogestita. Con i giocatori che scendevano in campo con “Democracia” scritto sulle maglie, che nelle interviste parlavano di Marx. E che a suon di gol, colpi di tacco e slogan hanno dato un contributo fondamentale per liberare il Brasile dalla dittatura. Questa storia, raccontata e disegnata magnificamente nel graphic novel di Marco Gnoccolini e Cosimo Miorelli, è stata lo spunto per una chiacchierata con il giornalista italobrasiliano Darwin Pastorin. Un’intervista a tutto campo, realizzata nel pieno dei festeggiamenti per i quarant’anni della vittoria italiana dei Mondiali di Spagna e a pochissimi giorni dall’uscita di Lettera a Bearzot (pp. 104, Aliberti) dello stesso Pastorin. Il ritratto di un uomo che, come Socrates, non ha mai smesso di seguire i propri ideali.

 

Nella tua lettera “a cuore aperto” a Bearzot scrivi di guerre, pandemie, storia romana, filosofia. Non sembri confrontarti con un uomo di calcio.
Enzo Bearzot amava i classici greci e latini, amava Hemingway. Nella prima intervista che gli feci, nel ’77 per il Guerin Sportivo, mi parlò di contestazione giovanile, di politica, di religione. È stato un uomo che con un gruppo di ragazzi dotati di carattere e orgoglio è riuscito a far vivere agli italiani, in una stagione segnata da attentati e delitti di mafia, un’estate di stupore. Una squadra che sembrava destinata a uscire di scena tra fischi e polemiche e invece passata dal buio al miele battendo l’Argentina, il Brasile di Socrates e ancora Polonia e Germania Ovest, dimostrando come il calcio, per citare Sartre, è davvero una strepitosa metafora della vita.

foto di Darwin Pastorin
Darwin Pastorin

In quella intervista così descrivevi il Vecio: “La sua volontà di vivere sotto il segno della morale e della giustizia ha le radici nel gusto per le cose antiche, nei modelli classici. Per questo l’epoca ideale di Bearzot è il V secolo di Atene”. Quello è anche il periodo in cui ha vissuto il filosofo a cui deve il nome Socrates. Cosa avevano in comune il Ct italiano e il calciatore brasiliano?
La schiena diritta, il fatto di non accettare compromessi e credere nei loro ideali fino in fondo. Se il Brasile è uscito da una dittatura lunghissima, durata dal 1964 al 1985, il merito è anche di Socrates e dell’esperienza della democracia corinthiana. Erano i giocatori in assemblea a decidere la formazione, se andare in ritiro, quali calciatori acquistare e quali cedere. Ma soprattutto scendevano in campo con una scritta, su magliette e striscioni, vietata in tutto il Sudamerica: “Democracia” (in quegli anni anche Cile e Argentina vivevano sotto dittatura, nda). Furono quei giocatori a chiedere l’elezione diretta del presidente… Socrates era un personaggio affascinante, colto, sensibile. Uno che nel 1981, dopo un’intervista, mi chiese di spedirgli Le lettere dal carcere di Gramsci perché voleva leggerle in italiano.

Il 2 ottobre c’è il primo turno delle elezioni presidenziali brasiliane. I sondaggi danno Lula, vecchio amico di Socrates fra l’altro, al 47% e Bolsonaro al 28. Che cosa ti auguri? La probabile vittoria di Lula, dopo quelle di Boric in Cile e Petro in Colombia, cosa può significare per il Sudamerica?
Sarebbe un segnale di speranza per tutto il continente. E non solo. Io sono lulista da sempre, da quando era leader del Partito dei lavoratori. Con lui al comando il Brasile era la quinta potenza mondiale. Ha fatto molto per la sua gente con il progetto “Fame zero”, ha garantito a tutti il diritto allo studio. Ha reso il Paese ricco dal punto di vista materiale e morale. Al contrario di Bolsonaro, tornerà a battersi per l’Amazzonia e per dare un contributo nella lotta alla crisi climatica. E ne abbiamo bisogno, come sanno bene i vostri lettori. Io faccio il tifo sfegatato per lui, come da piccolo lo facevo per Garrincha e Pelè. Spero in una vittoria che possa proiettare nuovamente il Brasile verso un futuro di libertà e parità sociale. Ora la palla passa ai brasiliani.

graphic novel Sócrates. L’immortalità della rivolta
Una tavola del graphic novel “Sócrates. L’immortalità della rivolta”

Il calcio è ancora capace di raccontare la realtà, di “spiegare” quello che accade nella politica, nella cultura, nella società?
Secondo me, sì. Anche oggi ci sono giocatori capaci di esporsi, di far sentire la propria voce. Per restare in Brasile, un dirigente sportivo ed ex giocatore come Juninho Pernambucano si è opposto con forza a Bolsonaro. I calciatori si fanno sentire, non hanno paura di esprimere le loro idee. E poi conservo la speranza che in questo momento, da qualche parte nel mondo, possa esserci un ragazzino coi riccioli che sogna di vincere il Mondiale, dal sinistro magico come il Borges della pelota: Diego Armando Maradona. Sogno che possa nascere un altro come lui, che con tutti i suoi limiti è stato più di un fuoriclasse. Ha regalato felicità giocando a calcio. E come Socrates non ha mai avuto problemi ad esprimere le proprie idee.

Sócrates. L’immortalità della rivolta
Una tavola del graphic novel “Sócrates. L’immortalità della rivolta”

Intanto un’inchiesta del “Guardian” ha svelato che per la preparazione dei Mondiali in Qatar sono morti più di 6.500 lavoratori. Amnesty l’ha ribattezzato “il Mondiale della vergogna”. Ma non si sentono proteste…
Ci sono tanti mezzi per raccontare la realtà, in Qatar non potranno certo bloccare tutti i giornalisti presenti. Possiamo dire tutto il male che vogliamo sui social, ma permettono in qualsiasi momento di far vedere in presa diretta quello che sta accadendo. Questi strumenti saranno importanti per raccontare, sotto tutti i punti di vista, i Mondiali. Per quanto riguarda i calciatori, non ci saranno magari altri Socrates o Maradona in giro, ma prima vediamo che accadrà. Magari ci saranno proteste eclatanti prima delle partite. Nulla è scontato.

 

copertina libro su SocratesMarco Gnaccolini e Cosimo Miorelli 
Sócrates. L’immortalità della rivolta
pp. 128, 18 euro
Beccogiallo

“La gente mi ha dato potere rendendomi un calciatore popolare. E se la gente non ha il potere di dire le cose, allora le dirò io per lei”. Il graphic novel scritto da Marco Gnaccolini (GK) e disegnato da Cosimo Miorelli (CZM) è un magnifico racconto corale sulla storia del calciatore, medico e rivoluzionario Socrates, capitano del Brasile nei Mondiali del 1982 e del Corinthians. L’esperimento della “Democracia Corinthiana”, ideato insieme ad altri suoi compagni nella prima metà degli anni ’80, è stato un modello di lotta per un popolo intero contro la dittatura militare che soggiogava il Brasile dal 1964.
beccogiallo.it

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER 

REGISTRATI SUL SITO