ELEZIONE PRESIDENTE CAMERA DEI DEPUTATI: COME SI VOTA, ORARI E INFO DIRETTA STREAMING
Si riapre stamattina Montecitorio per il quarto voto sull’elezione al nuovo Presidente della Camera dei Deputati dopo le tre “fumate nere” avvenute ieri nel primo giorno della XIX Legislatura dopo le Elezioni Politiche del 25 settembre: con questo quarto scrutinio si tratta di quello potenzialmente decisivo in quanto si abbassa il quorum richiesto per l’elezione del successore di Roberto Fico alla guida della Camera. Il tutto avviene con nell’occhio ancora la “coda” della bagarre vista ieri al Senato: l’accordo nel Centrodestra aveva portato Ignazio La Russa (FdI) al Senato e Riccardo Molinari (Lega) alla Camera, con tanto di passo di lato del senatore leghista Calderoli per Palazzo Madama. Non si erano fatti i conti però con le richieste-invettive di Forza Italia in merito al totoministri del Governo Meloni: Berlusconi infatti dopo forti polemiche con FdI, vota (assieme a Casellati) ma la restante pattuglia di forzisti non partecipa al voto. Risultato: La Russa eletto Presidente del Senato con 116 voti, di cui almeno 17 sono “franchi tiratori” delle opposizioni le quali si accusano a vicenda.
Resta ora da capire cosa potrà succedere oggi alla Camera dove il quarto scrutinio dell’elezione per il Presidente potrebbe essere quello potenzialmente decisivo per i numeri della maggioranza di Centrodestra: solo dal quarto scrutinio in poi scatta infatti il quorum della maggioranza assoluta (dunque 201 seggi). Al momento i seggi in mano al Centrodestra a guida Meloni sono 237, 85 per il Centrosinistra (Pd, Verdi, Impegno Civico, PiùEuropa, SVP), 52 per il M5s, 21 per il Terzo Polo Renzi-Calenda. In linea di massima il candidato proposto dalla coalizione di Centrodestra potrebbe essere già eletto dal voto previsto per questa mattina dalle ore 10.30 in poi: ma resta per l’appunto il rebus du Forza Italia con le trattative andate avanti lungo l’intera nottata. 45 sono i deputati forzasti, mentre 66 quelli leghisti e 119 quelli di FdI: il margine c’è tutto per poter eleggere “tranquillamente” il candidato (al momento è Lorenzo Fontana il favorito n.1 dopo l’annuncio di ieri della Lega) ma dipenderà molto da cosa decideranno i forzisti e se si confermerà una “fetta” delle opposizioni assieme alla maggioranza. L’appuntamento con il voto per l’elezione del Presidente della Camera è previsto per le ore 10.30 con l’apertura dei lavori in diretta video streaming sul canale YouTube di Montecitorio.
CAMERA, IL TOTONOMI PER L’ELEZIONE DEL PRESIDENTE: REBUS SU FORZA ITALIA, I NUMERI A MONTECITORIO
Trattative, richieste, “stilettate” e promesse: la notte di trattative prima dell’elezione per il Presidente della Camera ha visto sul tavolo ancora una volta il totoministri sul Governo, il vero banco di prova per verificare la maggioranza che si appresta a governare nei prossimi 5 anni. Se il Presidente della Camera dovesse essere eletto già oggi, da lunedì il Quirinale potrà avviare l’iter delle consultazioni che porteranno l’incarico di formare il Governo alla prima Premier donna della storia repubblicana, per l’appunto Giorgia Meloni. Resta però da capire in quali condizioni ci arriverà il Centrodestra dopo la giornata interlocutoria di ieri al Senato: l’accordo prevede a FdI il Senato, alla Lega (seconda nella coalizione alle urne) la Camera e per Forza Italia qualche Ministero in più nel prossimo Governo. Nel totonomi di queste ore il nome di Riccardo Molinari è stato superato nelle ultime riunioni della Lega dall’attuale vicepresidente del Carroccio nonché ex Ministro della Famiglia nel primo Governo Conte: «Lorenzo Fontana è il candidato Presidente della Camera dei Deputati», fa sapere la Lega in una nota.
In serata è poi Salvini stesso a confermare il suo vice come candidato nell’elezione a Presidente della Camera: «Ho chiesto a Riccardo Molinari la disponibilità a proseguire il suo mandato da capogruppo della Lega a Montecitorio, nonostante avesse tutte le carte in regola per fare il presidente della Camera. Molinari è stato e sarà il miglior capogruppo possibile, ruolo per me politicamente più rilevante per i prossimi cinque anni». Raggiunto dai cronisti prima di uscire dal Parlamento, il diretto interessato Lorenzo Fontana si limita a commentare «E’ ancora in divenire, la notte è lunga. Giorgetti alla Juve, io al Verona…». Al di là della battuta, resta assieme a lui la candidatura forte di Giancarlo Giorgetti (n.2 della Lega) qualora uscisse dal totoministri che lo vede al momento candidato per il MEF: «Se la Lega vuole il Mef e mi manda lì, io ci vado», ha fatto sapere l’attuale Ministro uscente del MISE. Secondo fonti raccolte ieri sera, Forza Italia avrebbe messo in conto di poter andare da sola alle consultazioni del Quirinale sulla formazione del prossimo Governo: lo strappo in questo caso sarebbe palese e forse irrecuperabile tra Salvini-Meloni-Lupi e Berlusconi, ma tutto resta ancora aperto in un inizio di Legislatura davvero “memorabile”
DIRETTA VIDEO STREAMING ELEZIONE PRESIDENTE CAMERA
© RIPRODUZIONE RISERVATA