Crisi climatica, le proposte avanzate dai Paesi più vulnerabili per compensare perdite e danni

Crisi climatica, le proposte avanzate dai Paesi più vulnerabili per compensare perdite e danni
Ecoprofughi

In vista della prossima Cop27 in Egitto, il gruppo V20 ha avanzato al G20 possibili strategie e soluzioni per compensare le perdite e i danni causati dai Paesi più inquinanti

Il gruppo V20, composto nel 2015 dai 20 Paesi più vulnerabili che affrontano i peggiori impatti della crisi climatica e che sono meno in grado di farvi fronte (tra cui Afghanistan, Vietnam, Maldive, Filippine, Ghana, Tuvalu), ha pubblicato lunedì 17 ottobre le sue proposte su come i Paesi ricchi dovrebbero compensare le “perdite e i danni” causati dalla crisi climatica.

Le richieste saranno al centro del vertice Cop27 delle Nazioni Unite sul clima, che inizierà in Egitto il 6 novembre, con poche speranze. I termini “perdite e danni” fanno riferimento agli impatti disastrosi che hanno avuto e stanno avendo nel mondo i cambiamenti climatici in atto, provocati principalmente dai paesi ricchi e più inquinanti, per esempio gli uragani o le gravi inondazioni come quelle che hanno colpito il Pakistan nei mesi scorsi.

L’impegno assunto da tempo dai Paesi ricchi di fornire entro il 2020 100 miliardi di dollari all’anno di finanziamenti per il clima ai Paesi poveri non è ancora stato rispettato, e la maggior parte del denaro che arriva va a progetti di riduzione delle emissioni nei Paesi a medio reddito, piuttosto che aiutare i più poveri ad adattarsi agli impatti climatici.

Shauna Aminath, ministro dell’ambiente delle Maldive, ha dichiarato al Guardian che i Paesi ricchi hanno trovato fondi per far fronte alla pandemia di Covid-19 e per aiutare l’Ucraina. “È quindi evidente che il problema non è la mancanza di denaro o di tecnologia, ma la mancanza di volontà politica e il rifiuto di considerare la crisi climatica come un’emergenza”.

Il documento di discussione del V20 include proposte per l’imposizione di una tassa sui produttori di petrolio e gas o su chi viaggia molto spesso (frequent flyer), per raccogliere fondi per un fondo per le perdite e i danni. È improbabile che queste proposte vengano adottate alla Cop27, ma evidenziano la varietà di modi diversi di raccogliere e allocare i fondi che potrebbero essere inclusi in una strategia globale per le perdite e i danni.

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