Nell’era della crisi climatica si moltiplicano situazioni in cui salire in quota è pericoloso. La scomparsa del permafrost porta all’instabilità di terreni e pareti
“Inagibilità statica”. Con questa motivazione il bivacco “Renzo e Sebastiano Sberna”, alle pendici dell’Herbetet, nel Parco nazionale del Gran Paradiso, è stato definitivamente chiuso già nel luglio 2019. A causa del progressivo ritiro del ghiacciaio del Grand Neyron, infatti, la struttura posta a 3.414 metri di quota si trovava “con la base sul bordo degli sfasciumi, con rischio per la sicurezza dei frequentatori”, come ha scritto nero su bianco l’ente proprietario, il Club alpino italiano di Firenze. Il bivacco oggi è destinato a essere messo in mostra al Forte di Bard, in Valle d’Aosta. Dopo settant’anni in alta montagna, diventa il cimelio di un ambiente stravolto da trasformazioni epocali.
«Siamo noi che ci dobbiamo adattare ai mutamenti in corso, dobbiamo imparare a leggere i segni del cambiamento, non dare mai nulla per scontato. Chi va in montagna deve prendersi delle responsabilità, e quindi dei rischi», dice Abele Blanc, guida alpina valdostana dalla lunghissima esperienza. Al suo attivo, Blanc conta 14 ottomila scalati, trenta spedizioni extraeuropee realizzate e la conquista di tutti i quattromila delle Alpi. «Fino a poco tempo fa, bastava il passaparola e si evitava, in determinati momenti, di frequentare vie particolarmente rischiose. Non è dunque la prima volta che un percorso diventa impraticabile, ma nel 2022 sono stati i Comuni a vietare gli accessi sul Monte Bianco e sul Cervino, perché il pericolo era molto evidente». La montagna, simbolo di libertà per eccellenza, nell’era della crisi climatica vede il moltiplicarsi di luoghi e situazioni in cui salire alle quote più elevate è rischioso. Se l’arretramento dei ghiacciai è ben visibile, più difficile da osservare è la scomparsa del permafrost, il suolo perennemente gelato, collante di roccia e ghiaccio, il cui ritiro porta all’instabilità dei terreni e delle pareti. «Torri che erano tenute in piedi dal permafrost, non più sostenute, possono crollare – aggiunge Blanc – Per noi guide alpine è molto difficile accorgerci di rischi di questo tipo, non sono fenomeni che si possono prevedere né osservare a occhio nudo».

Un tempo, la prima metà dell’estate era il periodo ideale per frequentare i ghiacciai dei quattromila delle Alpi. Ora bisogna valutare con attenzione se andarci, in base all’andamento dello zero termico, delle condizioni del ghiaccio e delle nevicate nelle stagioni precedenti. «Ci sono certe zone in cui i ghiacciai si sono abbassati di decine di metri – riprende Blanc – tanto che è difficile, se non impossibile, raggiungere l’attacco di alcune vie: sono segni che chi frequenta la montagna ha visto e vede continuamente. È complicato spiegare a un turista, che magari ha ferie solo in agosto, che non è più quello il periodo giusto per frequentare le alte quote. Sarebbe meglio spostarsi verso l’autunno o la primavera».
Silvia Stefanelli, alpinista del Club alpino accademico italiano, ricorda: «Il Monte Bianco era il mio sogno. Trovavo ispirazione per le mie scalate in un libro di Gaston Rebuffat, che a distanza di trent’anni non si può più utilizzare. Il 60% delle vie ha cambiato morfologia, tre sono collassate e un terzo non è praticabile per rischi di caduta massi o per un avvicinamento sul ghiacciaio diventato troppo rischioso». Sulle Dolomiti, Stefanelli ha osservato cambiamenti altrettanto rapidi, anche nell’approccio stesso alla montagna. «Sulla Marmolada ho sempre cercato un’esperienza totale: alla scalata di una delle più belle e impegnative pareti delle Alpi, alta più di mille metri, si sommava la lunga discesa sul ghiacciaio. Era un’esperienza duale. Prima la solarità e il difficile superamento delle placche argentate, poi la discesa del versante nord, freddo e ombroso, interminabile per la stanchezza accumulata nella scalata. Un tempo, però, l’attraversamento del ghiacciaio non presentava difficoltà. Ora non è più così e in futuro la situazione è destinata a cambiare ancora».