Questo prezioso composto di idrogeno e ossigeno è presente da prima che nascesse la vita sul nostro pianeta
“La via dell’acqua connette tutte le cose, prima della tua nascita e dopo la tua morte”. È il tema portante del nuovo capitolo della saga di Avatar, una produzione multimilionaria che ha attratto milioni di spettatori nelle sale durante le feste e che senza dubbio incasserà ben più di quanto investito in effetti speciali e storytelling.
Soltanto seguendo il flusso immortale alla base della loro esistenza sul pianeta Pandora i nostri eroi – degli esseri (per noi) alieni, antropomorfi e dalla pelle blu – potranno vincere la sfida della sopravvivenza. Al di là della narrazione fantascientifica, questa parabola hollywoodiana porta con sé diversi insegnamenti morali.
Se il primo Avatar ha sdoganato i temi ecologisti nel fantasy mainstream, il secondo si concentra su uno dei principi dell’ecologia: la connessione tra gli esseri viventi attraverso un liquido immortale, cioè l’acqua. Per quanto ne sappiamo, questo prezioso composto di idrogeno e ossigeno è presente da prima che nascesse la vita sul nostro pianeta. Come l’acqua sia arrivata sulla Terra rimane un mistero. Secondo un’ipotesi recente, la sua origine risalirebbe alla formazione del sistema solare. Questo liquido, insomma, sarebbe tra le sostanze che hanno plasmato il nostro pianeta.
La Terra potrebbe essere nata già come un pianeta ricoperto d’acqua. In definitiva, se la Terra non è l’unico corpo celeste del sistema solare provvisto d’acqua (ma c’è acqua anche sulle lune di Giove e Saturno), ben vengano anche storie immaginarie, extraterrestri, a raccontarci una verità assoluta, non solo ecologica, ma cosmologica: gli esseri viventi, pur nella loro meravigliosa individualità, sono solo parte di una continuità naturale che esiste a prescindere da loro.